La Fiorentina viaggia sul crinale dell’incertezza. Nove partite per cambiare il futuro

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Momento strano in casa Fiorentina. La stagione non è conclusa e l’obiettivo non è centrato, ma intorno alla squadra viola non si fa altro che parlare di futuro. Parola impegnativa, che nasconde insidie, speranze e progetti. Ma per gettare le basi in vista della prossima stagione è indispensabile capire come si concluderà quella in corso. La Fiorentina proverà fino alla fine a rincorrere un treno forse irraggiungibile. Alla qualificazione per i preliminari della prossima Champions League, dopo il pareggio contro il Verona, hanno smesso di crederci in diversi. Non la squadra, che una soddisfazione vuole provare a togliersela. I senatori, quelli spremuti che più spremuti non si può, non vogliono ancora alzare bandiera bianca. A Frosinone ci saranno tutti. Anche se Gonzalo non è al meglio a causa di un problema al polpaccio. Anche se Astori avrebbe bisogno come il pane di un turno di riposo. Anche se Borja Valero sente ancora un po’ di dolore alla caviglia. Anche se Vecino non sarà certamente al meglio dopo l’infortunio muscolare. Anche se Ilicic e Kalinic sono lontani dalla condizione dei giorni migliori.

 

Ma il Verona ha certificato che le seconde linee non sono all’altezza dei, pur spremuti, titolari. E allora, per rincorrere il sogno torneranno loro. Quelli che lo vogliono azzannare ed agguantare ad ogni costo. Quelli che sono a Firenze da anni e sono andati sempre molto vicini a togliersi una soddisfazione, senza mai (purtroppo) riuscirci. Domenica capiremo, in modo definitivo, se la Fiorentina è ancora in corsa oppure no. Roma-Inter rappresenta un match da sfruttare in pieno. E’ chiaro che, in casa viola, ci si debba augurare un passo falso giallorosso. L’Inter acquisirebbe certezze e fiducia, ma si riformerebbe un bel gruppone. Questo in caso di successo nerazzurro. Anche un pari andrebbe bene, con la Fiorentina che vincendo (questa è una condizione necessaria) tornerebbe a meno tre dai giallorossi. Calcoli solo accennati, perché spesso approfondirli e confrontare calendari ha portato pure male. Non fosse altro che una questione di scaramanzia!

 

La Champions, dunque, come spartiacque del futuro. E’ normale che in caso di approdo alla fase a gironi, tutte le prospettive cambierebbero d’improvviso. Un’impennata di costi e ricavi, la società viola balzerebbe in una dimensione diversa. Tutto passa da lì e dall’ambizione di arrivare a certi traguardi. Sousa proverà a compiere il miracolo sportivo, speranzoso che la società possa assecondare il salto di qualità. A gennaio è rimasto scottato, ma la seconda chance sembra intenzionato a concederla. Anche perché, almeno per un altro anno, è legato alla Fiorentina da un contratto. Sono i giorni dei rumors anche sul suo futuro, con diversi club che gli avrebbero messo gli occhi addosso. La Fiorentina cammina su un sottilissimo crinale. Da una parte la rivoluzione totale, con l’addio di Sousa e di diversi giocatori (ed in questo caso si cercherebbe un allenatore emergente, senza troppe pretese, per aprire un nuovo ciclo). Dall’altra la prosecuzione del percorso con l’allenatore portoghese e con quasi tutti i suoi ragazzi. Queste ultime nove partite tracceranno il futuro. Adesso è praticamente impossibile prevedere cosa possa accadere in estate.

Autore: Alessandro Latini (@LatoAle) – Fiorentina.it