La forza del Gruppo contro la classe dei singoli. Quando i valori si rovesciano

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    Esultanza Udinese - FiorentinaMeglio avere un gruppo solido e capace di andare in gol con qualsiasi giocatore, oppure avere in campo in campione che da solo di può decidere le partite? E’ uno dei dilemmi più vecchi e dibattuti nella storia del calcio e per cadere nell’ovvietà potremmo dire che la perfezione sarebbe averli entrambi.

    Tema complesso e forse irrisolvibile, ma di forte attualità: infatti analizzando la lotta per l’ingresso nella prossima Champions League, prendendo a campione la Lazio, il Napoli, la Sampdoria e naturalmente la Fiorentina, vengono fuori dei dati interessanti. Spesso infatti, specialmente nella prima parte del campionato, la Fiorentina ha perso dei punti importanti contro squadre chiuse causa la mancanza di un uomo capace di spaccare le partite, mentre le avversarie correvano veloci grazie ai gol di Higuain, Eder e Felipe Anderson.

    Adesso, con una nuova solidità e un nuovo assetto di gioco, la situazione sembra essersi completamente ribaltata: Prendendo ad esame le ultime 8 partite di Sampdoria e Lazio riscontriamo che le due squadre hanno mandato in gol 6 giocatori per rispettivamente 17 e 10 gol totali. Caso ancora più al limite quello del Napoli che nelle ultime 10 partite (contando anche le due di Europa League) è andato a segno con soli 5 giocatori in 9 gol totali. Giungiamo, infine alla Fiorentina: 10 partite, 14 gol, 10 marcatori diversi (Diamanti, Basanta, Pasqual, Salah, Gomez, Gonzalo, Alonso, Ilicic, Joaquin, Babacar).

    Questi dati fanno emergere chiaramente tutta la salute e lo stato di forma psico-fisico in cui è questa squadra, unita e capace di andare in gol con praticamente tutti gli effettivi. E con un Salah capace da solo di può decidere le partite e l’imminente ritorno di Pepito Rossi, la perfezione non è così distante. Come i sogni eccellenti di questa stagione straordinaria.