La gara della verità. Viola all’assalto senza fare calcoli

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    gonzalo conferenza stampaE’ LA NOTTE della verità. Non c’è spazio per i bluff sul tavolo verde del «Franchi». Fiorentina-Dinamo Kiev riparte dal prezioso pareggio dell’andata. Un 1-1 che mette avanti di un soffio i viola, ma a fare troppi calcili c’è il rischio di perdere di vista la propria identità. In questo senso l’errore commesso contro la Juventus in coppa Italia è stato metabolizzato e resta lì come un monito preciso per questa sera. Il futuro di Montella non è legato a questa partita, ma il futuro (europeo) della Fiorentina sì. Anche se, in fondo, il destino di entrambi è legato a filo doppio. Un controsenso? No, perché andare avanti nella competizione significa dare solidità al progetto viola’ targato Montella e salire uno scalino verso una finale che sarebbe davvero il massimo per una stagione che solo negli ultimi dieci giorni ha avuto uno scossone all’autostima e alle certezze della squadra.

    ECCO PERCHÉ vincere stasera significa tornare in semifinale dopo quella sciagurata del 2008 contro i Glasgow Ranger, ma soprattutto dare nuovo impluso al cammino viola anche in campionato. Un passo alla volta, però. Davanti c’è la Dinamo che è scesa a Firenze con la convizione di avere le idee chiare su come mettere in difficoltà la squadra di Montella e passare il turno. Come? Giocando sul fisico e sul ritmo, un po’ come fatto all’andata, anche se ai punti il successo lo avrebbe proprio meritato la Fiorentina, condannata solo da un episodio sfavorevole. Anche la fortuna nell’ultimo periodo non ha mollato di un attimo i viola e l’infortunio di Babacr eroe dell’andata è solo la punta dell’iceberg nero. A Montella, per questo, non è rimasto che aggrapparsi al tandem offensivo Gomez-Salah che con il tedesco a pieno regime aveva regalato grandi soddisfazioni ai tifosi fiorentini.

    MA IL SORRISO più grande all’Aeroplanino è tornato quando ha capito che Pizarro sarebbe stato arruolabile per questo crocevia della stagione. Il metronomo e anima del centrocampo è tornato a disposizione dopo i malanni che lo hanno costretto ad apparizioni sporadiche, coincise con l’appannamento in termini di qualità della Fiorentina . Inutile nascondersi dietro a un dito: quando Pizarro c’è la manovra ha ben altro spessore, anche se Badelj non ha demeritato, ma il Pek ha un altro passo e una mente che ragiona veloce. Tutto nasce dai suoi piedi, come le accelerazioni di Salah, chiamato a graffiare come aveva abituato tutti all’inizio della sua avventura a Firenze.