La Juve stravince, rimpianto Fiorentina. E quanto pesano le assenze a centrocampo..

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    juventus esultanza STRAVINCE la Juve e alla Fiorentina resta il colossale rimpianto di aver buttato un’occasione forse irripetibile contro i campioni d’Italia dimezzati dalle assenze e costretti a risalire la partita dopo la sconfitta dell’andata. E invece in finale di coppa Italia ci va con merito la Juve, che ribalta il risultato domando una Fiorentina irriconoscibile, incapace di gestire la partita e penalizzata oltre le previsioni all’assenza del regista. Questa _ dovendone cercare una _ può essere una spiegazione. Dopo una raffica di gare utili (19 con una sola sconfitta) forse è perfino ingeneroso sottolineare in questi termini il flop viola, ma l’andamento del match lascia davvero poco spazio ad altre interpretazioni. E la partita di ieri aveva un’importanza superiore rispetto alle altre, affacciandosi sul primo traguardo stagionale. Si capisce subito che la Juve ci tiene eccome a passare il turno, anche senza Tevez, Pogba e Lichtstainer, oltre a Pirlo e Buffon. La voglia di vendetta dopo il 4-2 del 2014 dev’essere un motore ancora potente nello spogliatoio bianconero…La Fiorentina è senza regista titolare e le manca anche il vice: assenze pesantissime, come si capirà ben presto. Nel primo tempo la Fiorentina parte quasi assatanata (Salah in particolare corre dappertutto), ma si depotenzia abbastanza in fretta esaurendo la forza dei nervi e non trovando il carburante del palleggio: la Juve invece è concentrata in tutti i settori e a centrocampo Marchisio e Vidal spingono forte e guadagnano metri, mentre Sturaro cerca spazi sulla fascia sinistra e speso li trova. Al contrario Aquilani e Borja offrono una resistenza che sconfina nella fragilità, trovando davvero poche forze per sostenere l’azione della Fiorentina. Che si fa viva all’inizio due volte con Alonso (un tiro deviato da Storari), ma poi non trova energie per gestire il vantaggio conquistato a Torino. La Juve ha l’atteggiamento di chi vuole ribaltare la partita e ci riesce due volte con Matri (palla persa da Borja, riconquistata da Marchisio e offerta al centro) e nel finale con Pereyra, che ribadisce in gol una deviazione di Neto su tiro ancora di Matri. In mezzo a tutto questo poca Fioentina e un gol annullato a Gonzalo per fuorigioco. Nel secondo trempo la Fiorentina riparte con orgoglio (e con Aquilani e Borja che spesso invertono la posizione), Salah però non ha la mira felice e di sinistro sciupa un’occasione dal limite. Segnali, di Fiorentina, ma comanda sempre la Juve. Che dopo un destro di Pereyra deviato da Neto trova il 3-0 con Bonucci, che devia al volo il corner calciato da Marchisio. Montella cambia modulo e passa al 4-3-3 con Diamanti al posto di Joaquin. Poi entra Babacar per Gomez. Ma è sempre Neto che deve scaldare i guanti. Il primo vero tiro viola infatti arriva nel recupero con Mati e questo spiega quasi tutto.

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