La lunga giornata di strascichi, il ko di Babacar ed un sogno da cullare

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    montellaVe l’abbiamo raccontata, una giornata lunga e finita senza sorrisi. La sconfitta contro l’Hellas Verona ha lasciato più di uno strascico negativo intorno alla Fiorentina. Un’occasione persa, a detta di tutti. Un turnover mal digerito dall’ambiente, qualche fischio di troppo non gradito (per usare un eufemismo) a Montella. E, nota forse più dolente, il ko di Babacar che starà fuori per tutta l’ultima parte di stagione.
    Già, perché una sconfitta, seppur brutta e amara, la puoi superare, soprattutto se, davanti, ha un quarto di finale di Europa League da favorita ed un sogno, alzare il trofeo nel cielo di Varsavia, da cullare fino alla fine. L’infortunio di Baba, però, ha preoccupato non poco Firenze ed i tifosi viola, anche perché adesso le carte nel mazzo di Montella, là davanti, si fanno contate. Non tanto in campionato, dove comunque Gilardino e Diamanti sono risorse da utilizzare, quanto in Europa, dove gli obblighi della lista UEFA restringono le alternative di Montella. Con Rossi di fatto out, con Bernardeschi da recuperare, ad oggi per l’aeroplanino restano in mano Gomez, che nelle ultime uscite ha a dir poco non convinto, Ilicic, che da falso nueve non è mai piaciuto, e Salah, unico raggio di luce a cui si affidano le speranze di una città intera e al quale, comunque, non si può chiedere di più. 
    Una giornata grigia, insomma. Di quelle che vuoi cancellare ed archiviare in fretta. Vuole farlo soprattutto lui, El Khouma Babacar, infastidito e scocciato da un infortunio che gli toglie la possibilità di essere protagonista nel finale di stagione viola. Lui si è accorto subito che qualcosa in quel ginocchio non andava, lo ha fatto capire a chiari gesti alla panchina distante pochi metri. Ghiaccio, articolazione che si gonfia, ed una dinamica subito terribilmente simile a quella che colpì Gomez lo scorso anno contro il Cagliari. Ieri mattina vi abbiamo detto subito della paura di un legamento collaterale fortemente interessato dal trauma distorsivo, una paura non allontanata dagli accertamenti a cui si è sottoposto oggi l’attaccante senegalese. A Villa Donatello lo aspettavano all’ora di pranzo, lui ha voluto rimandare e presentarsi comunque al centro sportivo dove si è radunata la squadra nel primo pomeriggio. Poi di corsa verso la clinica privata per la risonanza magnetica che ha confermato le prime impressioni: stagione finita.
    E adesso allora serve ripartire. Con forza. Senza Baba ma con il sostegno di città ed ambiente. Perché se il campionato sembra “finito”, Varsavia è ancora lì. Ad aspettare di riabbracciare la Fiorentina dopo la vittoria estiva contro il Real Madrid. Un’altra notte magica, questa volta per alzare un trofeo che vale prestigio ed un posto in Champions League. Lo spogliatoio ha scelto il suo obiettivo, adesso serve solo crederci. Fino alla fine.