La panchina calda della Fiorentina: (quasi) ogni estate un dubbio…

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A Firenze si ha sempre la sensazione che non si veda l’ora di veder spuntare l’arcobaleno dopo la tempesta. Perché si sa, quando si arriva a cavallo tra aprile e maggio, pur essendo contro-stagione, le nubi si addensano dalle parti di Viale dei Mille. E si iniziano ad udire, da lontano, i primi tuoni. Non è detto che pioverà, ma quando tuona – si dice – voglia piovere.

E allora anche quest’anno prepariamo gli ombrelli per la tempesta che si appresta ad arrivare, nella speranza che sia breve, passeggera, e che possa tornare velocemente il sereno. Poi, chissà, magari i protagonisti ci smentiranno. Magari Paulo Sousa dichiarerà presto di VOLER restare a Firenze, non perché ha un altro anno di contratto, bensì perché ha tutta l’intenzione di continuare il suo percorso in viola. E dall’altra parte, la famiglia Della Valle comunicherà che farà di tutto per accontentare il proprio tecnico in vista della stagione 2016-2017, allestendo una Fiorentina ancora più competitiva di quelle ammirate negli ultimi anni. Sarebbe bello fosse tutto così liscio. Così lineare. Così facile. Ma, seppur i Della Valle non siano dei mangia-allenatori, la storia recente viola ci insegna che spesso, arrivati agli sgoccioli di un stagione calcistica, si naviga nell’incertezza di chi sarà l’anno successivo il tecnico viola…

È stato così per Alberto Cavasin, riconfermato senza troppa convinzione alla fine della stagione 2002-03 dopo la promozione in serie C1 (e poi trasformatasi in serie B per meriti sportivi in virtù dell’allargamento a 24 squadre dopo il caso Catania) e poi esonerato per dare la panchina ad Emiliano Mondonico.
È stato così anche per lo stesso Mondonico che, dopo aver portato la Fiorentina in serie A, alla fine del campionato 2003-04 è stato riconfermato con un po’ di scetticismo, per poi (infatti) essere esonerato dopo appena cinque giornate dall’inizio della stagione successiva.

Poi c’è stato il tecnico più longevo della storia della Fiorentina, Cesare Prandelli. Ma anche con lui non sono state poche le nubi passate dalle parti di Campo di Marte. Alla fine del primo anno tutto bene. Alla fine del secondo anno tutto bene. Alla fine del terzo anno idem. Poi, però, le cose hanno iniziato a prendere una piega diversa. Durante la quarta stagione del tecnico di Orzinuovi a Firenze, le divergenze tra lui, gli operatori di mercato e la società hanno iniziato a far capolino. Tutti ricorderanno l’imminente cessione di Mutu alla Roma, con lo stesso Prandelli impegnato ad evitare che la stessa andasse in porto, a pochi giorni dal preliminare di Champions… Era l’estate del 2008, la squadra era a San Piero a Sieve ad allenarsi. E da quel momento, qualcosa tra Prandelli e la Fiorentina è cambiato. Per non parlare poi di quanto successo l’anno dopo, alla fine della stagione 2008-09, con il tecnico desideroso di avere a disposizione una rosa all’altezza dell’obiettivo raggiunto, la Champions (a proposito, grazie anche a Mutu…), e la società che invece iniziò a parlare di “autofinanziamento”: «È vero, non lo nascondo, la Fiorentina deve autofinanziarsi – disse Della Valle – soprattutto in un momento di crisi economica internazionale. Ma la squadra sarà pronta anche quest’anno e i conti li faremo a maggio. A chi ci critica rispondere coi fatti» (e la cessione di Felipe Melo fu l’evidente dimostrazione della nuova politica viola). Sarà anche per questo che, alla fine della stagione 2009-2010, si scatenò “l’inferno”. Burrasche, tuoni, fulmini. Juve, non Juve. Incontri segreti, titoloni sui giornali. E rottura totale tra la proprietà e il tecnico

Non è passato indenne dalla tempesta fiorentina neanche Sinisa Mihajlovic che, grazie ad un buon girone di ritorno nella stagione 2010-11, fu riconfermato per la stagione successiva. Ma, anche lui come i suoi predecessori, ha finito per essere esonerato alla 10ª giornata.
Ed eccoci a Vincenzo Montella. Alla fine del primo anno, tutto bene. Ma già alla fine della sua seconda stagione, qualcuno aveva messo in dubbio la sua permanenza alla guida della Fiorentina. Inevitabile, alla fine del campionato 2013-14, una nuova puntata dello sceneggiato “la panchina calda fiorentina”, con l’Aeroplanino che chiedeva chiarezza e un ringiovanimento della rosa con l’arrivo di giocatori motivati e qualitativamente importanti e i Della Valle che hanno tuonato, facendo capire che fosse Montella a desiderare un cambio di panchina. Morale della favola, il tecnico è stato esonerato.

Altro giro, altra corsa. Ora tocca a Paulo Sousa far penare un po’ i tifosi viola, gli unici che ci rimettono sempre, in ogni situazione. Gli unici, soprattutto, che soffrono sempre per le vicissitudini e le sorti della “loro” Fiorentina. Paulo vuole andare? Vuole restare? E i Della Valle che faranno? Ancora non si sa. Ma di certo qualche temporale su Firenze ci sarà. Staremo a vedere se e quando tornerà il sereno… L’unica cosa (quasi) certa, è che sarà un altro finale di stagione d’attesa e incertezza.
 
Autore: Michela Lanza – Redazione Fiorentina.it