La responsabilità dei pilastri del gruppo. Sousa alla prova del primo turnover

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Alla fine sì, sono rimasti quasi tutti i pilastri del gruppo dello scorso anno. L’onda lunga del mercato estivo sta pian piano scemando, passando il testimone all’attesa per la riprova sul campo di quanto detto, promesso e sperato nei mesi scorsi. Analisi e bilanci, da carta e tavolino si passa presto al terreno verde. La sosta aiuta in questo, soprattutto un Paulo Sousa che solo da qualche giorno può avere con sé la rosa definitiva per la nuova stagione. Detto che, tra un allenamento e l’altro, la Fiorentina si è affrettata a smentire con forza voci prima di malcontento, e poi addirittura di pronte dimissioni del portoghese, ora sta proprio a Paulo trovare l’alchimia giusta per il suo parco giocatori. Magari dare lui stesso, segnali di distensione per lavorare tutti al meglio (anche dopo il duro comunicato della Curva contro i Della Valle). Qualche seconda punta in meno (niente Rossi, non arrivato Jovetic), fascia sinistra da ricostruire (via Pasqual-Alonso per Milic-Olivera), difesa e centrocampo numericamente corposi, con giocatori da scoprire ed integrare nel sistema di gioco.

In tutto questo, come dicevamo, un’ossatura di fatto mantenuta dopo il mercato. Tatarusanu/Lezzerini, Gonzalo-Astori, Vecino-Badelj-Borja-Ilicic, Bernardeschi-Tello, Kalinic. Insomma, una base da ripartire. Una base importante, secondo tecnico e società. Una base che però dovrà dare conferme, e soprattutto che si dovrà assumere adesso ancor più responsabilità. Perché dovranno essere proprio loro, i pilastri del gruppo, a trascinare la Fiorentina verso l’obiettivo Europa, e verso percorsi si spera fortunati nelle coppe. Far integrare i nuovi, ma soprattutto riportare i ‘big’ ai livelli della prima parte della scorsa stagione. ‘Giusto confermare un gruppo che per quattro mesi non è riuscito a reagire?’, si è chiesto qualcuno negli ultimi mesi. ‘‘, la risposta di tecnico e società. E allora, gioco forza, adesso ci si aspetta la replica di quella squadra che stupiva tutti un anno fa di questi tempi. ‘Il problema erano le seconde linee’, ha fatto sapere Corvino più volte.

La parola, come sempre, al campo. Domenica partirà il primo ciclo di ferro della stagione. Sette partite in ventuno giorni: tre in casa e quattro fuori, due in Europa e cinque in campionato. Un bel mix di avversari e difficoltà per entrare in palla. In tutto questo, Sousa è atteso anche alla prova del primo turnover stagionale. Come dire: imparare dagli errori commessi. Non solo il portoghese, sia chiaro. Colpe passate da dividere con squadra ed anche società, ma senz’altro l’impegno del girone europeo andrà gestito diversamente quest’anno. Provando, ad esempio, a non snobbare le prime gare contro avversarie sulla carta abbordabili, per poi ritrovarsi a giocare con i titolarissimi in lunghe trasferte continentali. Oppure trovando il giusto mix tra i famosi pilastri e le cosiddette seconde linee, per perdere meno terreno possibile tra campionato e coppa. Il doppio impegno, si sa, porta via (a tutti) energie e punti, e trovare il giusto incastro nel turnover può essere decisivo. Per non snaturare in toto la squadra, e al contempo non usurare alcuni giocatori-chiave. A Sousa ed il suo staff, il compito di trovare la soluzione giusta, di studiare nel dettaglio – fin da adesso – il primo tour de force. Ancora alcuni giorni di allenamenti, in attesa del rientro di tutti i Nazionali, e poi si riparte. La stagione sta per entrare nel vivo.