La ricetta per risalire: Ritrovare la vecchia guardia e i senatori

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“Dovranno essere i giocatori più rappresentativi a tirare su i compagni”.  La ricetta per uscire dalla crisi è chiara, semplice, quasi lapalissiana. Vincenzo Montella non ha dubbi, non tanto per vincere a Verona, ma per risalire la china ed invertire la tendenza, serve che i più forti diano qualcosa (molto in realtà) in più. C’erano una volta i senatori, insomma. A cominciare dai tre tenori, Aquilani, Pizarro e Borja Valero. Quelli che con il loro palleggio nascondevano la palla a tutti, quelli de il pallone è quello giallo, quelli che quest’anno sono andati troppo a corrente alternata. Solo Aquilani ha avuto fin qui un rendimento soddisfacente. Il Pek ha vissuto diversi bassi, con la gara di Marassi con la Samp come culmine del suo momento negativo. Lo spagnolo ha avuto tantissime difficoltà a livello di condizione, ed il rendimento ne ha evidentemente risentito con molte più prove negative che positive. Da loro tre passa il successo ed il buon andamento di questa Fiorentina. Perché? Perché come dice sempre lo stesso tecnico viola Vincenzo Montella: “Questa squadra è stata costruita così, per giocare così e non possiamo snaturarci”. E se loro tre non girano, le cose diventano difficili quasi impossibili. Vada per due su tre, ma quando a girare a regime ne resta uno solo, ovvero Aquilani, il tutto diventa maledettamente complicato.

 

C’era una volta il muro difensivo, quel Gonzalo Rodriguez che non faceva passare niente e nessuno, che su ogni calcio d’angolo svettava di testa per metterla dentro diventando il difensore goleador più prolifico quasi d’Europa, quello che non sentiva mai la fatica, quello che era sempre ad altissimi livelli. Ed invece, quello che abbiamo lasciato prima della sosta, era diventato più un flop che un top. Diverse le sue prove negative. E speriamo che la sosta abbia permesso a Gonzalo di ricaricare le pile, per rivederlo già da Verona il leader, il muro che era fino a qualche mese fa.

 

C’era una volta chi volava sulla fascia seminando uomini, sfornando assist, e buttandola anche dentro con spaventosa regolarità come nello scorso finale di stagione. Juan Guillermo Cuadrado, a parte la gara contro l’Inter e quella contro il Paok a Firenze è apparso essere la brutta copia di se stesso. Sarà il mondiale, sarà stata la vicenda rinnovo contrattuale, sarà stato un clima di nervosismo generale del quale ha risentito particolarmente. Ma il sorriso sul suo volto manca da tempo. Così come il suo essere spaccapartite. Le prime mini micro-fratture interne alla Fiorentina sono nate proprio quando nel finale di stagione il tecnico viola ha iniziato ad impuntarsi sulla sua permanenza a Firenze. E da lui, adesso, deve arrivare il salto di qualità.

 

Infine chi senatore è pronto a diventarlo, ovvero Mario Gomez: “Gomez è un altro di quelli dal quale mi aspetto che ci possa tirar fuori da questa situazione”. E’ arrivato anche il suo momento. L’attaccante tedesco è pronto a far la differenza. Quello, e nient’altro di più, per il quale la Fiorentina lo aveva portato a Firenze. 

Montella chiama, i senatori devono rispondere presente. La risalita viola non può passare da altri se non da loro.

 

Autore: Gianluca Bigiotti – Redazione Fiorentina.it