La ripresa verso un gennaio ‘da sfruttare’. Sul campo e sul mercato…

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Ieri il ritrovo del gruppo viola al centro sportivo, oggi si ricomincia a fare ‘sul serio’, con una doppia seduta agli ordini di Paulo Sousa. Idee chiare e concentrazione: la volontà di tutti è riprendere il cammino da dove è finito. Testa già al Palermo, insomma: da oggi gruppo unito e al completo (compresi i cinque ‘ritardatari’ causa nebbia – Rossi, Badelj, Mati Fernandez, Verdù e Gilberto – che ieri si sono allenati solo a parte), con Sousa che continuerà a valutare i parametri fisici dei giocatori, con ripresa anche di carichi di lavoro particolari; il tutto con occhio anche all’aspetto tattico. Lavoro di squadra, trame collettive e varianti al gioco viola che Sousa sta studiando da qualche settimana. Perché, non è un segreto, un po’ tutti adesso hanno cominciato a studiare da vicino la rivelazione Fiorentina, i metodi di lavoro e lo stile di gioco di Sousa, e a prendere le relative contromisure. Un po’ delle difficoltà dei viola, rispetto alle gare di inizio stagione, si spiegano anche così. E il tecnico portoghese, ad esempio, nelle ultime settimane va chiedendo ai suoi di provare con più insistenza le conclusioni da fuori (la Fiorentina è tra le peggiori in Serie A nei tentativi da fuori area): di Badelj l’unico gol con tiro da fuori area (peraltro deviato da Kalinic), ma sia il croato che Vecino, più Borja Valero, ci hanno provato più volte nelle ultime gare.

Accorgimenti e varianti tattiche, che potrebbero riguardare anche il modulo, anche a seconda del mercato. Spostare il gioco da destra a sinistra, sfruttando l’ampiezza del campo e magari in modo maggiore anche i cross, visto che la Fiorentina è tra le squadre che crossa meno in Serie A. Giorni di lavoro che serviranno anche a questo, oltre che ad un richiamo della preparazione fisica. Per un gennaio ‘da sfruttare’, in casa viola. In chiave mercato ma anche sul campo. Perché mercoledì 6 gennaio la Fiorentina giocherà a Palermo, poi in casa contro la Lazio sabato 9 gennaio per chiudere il girone di andata. Due gare insidiose, contro squadre che stanno provando ad uscire dai rispettivi momenti di crisi. Ma che andranno giocate al massimo, con il vantaggio delle forze ritrovate dalla sosta natalizia. Quella ‘freschezza’ mentale e fisica che la Fiorentina non ha avuto nel mese di dicembre. Poi, tre settimane più uniche che rare nella stagione viola, assolutamente da sfruttare: Milan, Torino e Genoa, tre sfide delicate ma da poter preparare settimana per settimana, a distanza di sette giorni, senza coppe o impegni infrasettimanali. Sarà questo un piccolo vantaggio dei viola nel mese di gennaio: la cocente sconfitta contro il Carpi darà una magra (ma potenzialmente importante) consolazione alla squadra di Sousa. Le avversarie, invece, avranno una o due gare aggiuntive in questo mese, che inevitabilmente potranno portare via qualcosa in chiave campionato. Lo stesso Milan, avversario viola il 17 gennaio, quattro giorni prima sarà impegnato in coppa Italia proprio contro il Carpi; così come Napoli ed Inter, che si sfideranno il 19 gennaio, e la Juve, impegnata a Roma contro la Lazio il 20/01 per i quarti di finale. Squadre che poi, passando il turno, avranno un altro impegno la settimana del 27 gennaio, con la semifinale di andata di coppa Italia. La Fiorentina, insomma, dall’amarezza dell’eliminazione dalla coppa avrà questo piccolo vantaggio, e dovrà sfruttarlo.

Così come il mese di gennaio andrà sfruttato in chiave mercato. Idee chiare, prime scelte e alternative già da tempo sui taccuini di Pradè e Rogg, su autorevole indicazione di Sousa. Ora è il tempo di agire, di provare a chiudere, perché il tecnico vorrebbe prima possibile con sé i nuovi acquisti, così da inserirli presto e al meglio nell’impianto viola. Anche se, i tempi del mercato, a volte (anzi, spesso) sono dettati anche da chi vende. In questo senso il rallentamento dell’affare Lisandro Lopez – il Benfica prende tempo aspettando sia un sostituto, sia il rientro dell’infortunato Luisao – ha portato la Fiorentina a ‘spingere’ di più su altri nomi, che vanno da Mexes a Fazio. A centrocampo si lavora per ‘piazzare’ Suarez, che resta comunque un patrimonio della Fiorentina. Scegliere la piazza giusta per il riscatto del giocatore, nonché una squadra che possa accollarsi l’ingaggio dello spagnolo, sarà determinante (in sostanza un’operazione simile a quella di Gomez, che al Besiktas si sta rivalutando come patrimonio viola). Uscito l’ex Atletico, entrerà in rosa un giocatore che possa partire leggermente alle spalle di Vecino e Badelj nelle gerarchie ma che, per caratteristiche, possa far rifiatare senza rallentare il ritmo viola i due centrali. A meno che non si decida di fare qui, a centrocampo, l’investimento pesante per gennaio. Poi caccia all’esterno, che possa magari giocare da ambo le parti e dare alternative in più a Sousa. Il primo nome, per un giocatore pronto e duttile, da utilizzare anche come trequartista, è quello del Papu Gomez, per il quale la Fiorentina si sta muovendo ufficialmente da un po’ di tempo. L’Atalanta, però, si sa, è bottega cara, e difficilmente si priverà dell’argentino senza un’offerta cash. Il profilo di Widmer è un altro che piace, ma anche qui difficile trattare a prezzi vantaggiosi con l’Udinese: lo svizzero è in scadenza 2019, e la concorrenza è alta, soprattutto dopo che il calciatore è tornato a giocare nelle ultime settimane come titolare con Colantuono. Davanti, da valutare l’evoluzione del caso-Rossi: sarà Sousa, in primis, a monitorare con attenzione lo status fisico e mentale di Pepito al rientro dagli States. Giorni cruciali, questi, per valutare le motivazioni del giocatore: la Fiorentina, insomma, non spingerà per la cessione, anzi. Se Rossi, dopo aver riflettuto in questi giorni insieme alla sua famiglia, si mostrerà convinto di poter tornare al top in maglia viola, la società e Sousa lo terranno ben volentieri.

Così come, senza richieste esplicite dei giocatori, difficilmente la rosa sarà ritoccata ulteriormente. Le parole, e le intenzioni, di dirigenti e proprietà sono chiare: se la Fiorentina è seconda in classifica, è merito di tutto il gruppo, anche di qualche singolo che ha deluso rispetto alle attese e rispetto ad altri. Quindi, se non sarà l’allenatore a chiederlo, o il giocatore stesso, non si cambierà tanto per cambiare. Da Tomovic a Roncaglia, da Pasqual a Mati Fernandez, fino a Babacar (e Rossi): la Fiorentina si tiene per adesso i suoi gregari, senza correre il rischio di incrinare troppi rapporti di spogliatoio.
Del resto, chi ha vissuto e vive il calcio dal suo interno assicura: ‘modificare in corsa una squadra che funziona è difficile, spesso si rischia di fare peggio che meglio’. E se la Fiorentina è lassù, in lotta dopo anni per il terzo scudetto, ci saranno accorgimenti (importanti) da fare ma certo non rivoluzioni.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it