La scomparsa di Riccardo Magherini, il padre Guido: “E’ morto dalla paura…”

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    La Nazione (Stefano Brogioni) ha raccolto il dolore di Guido Magherini, padre di Riccardo, scomparso prematuramente l’altra notte sui cui le dinamiche devono ancora essere chiarite…

    Alla Famiglia Magherini le più sentite condoglianze dalla redazione di Fiorentina.it e dai tifosi viola per la scomparsa di Riccardo

    Ricky non era un bandito, e non aveva nemmeno bisogno di rapinare nessuno. Si è sentito male, aveva bisogno di qualcuno e purtroppo, a quell’ora, non ha trovato nessuno dei suoi tanti amici».
    Ma Guido Magherini, ex calciatore di Rondinella, Milan, Lazio e Palermo, vuole vederci chiaro sulle cause dell’infarto che avrebbe stroncato la vita, ad appena quarant’anni, di suo figlio Riccardo. All’autopsia, disposta oggi dal pm Luigi Bocciolini, parteciperà anche un perito nominato dalla famiglia. «Ci diranno perché il suo cuore ha ceduto. Per me, è morto dalla paura. L’ho visto Riccardo: ha il viso pieno di ematomi».
    Assieme a Massimiliano Papucci, l’attuale allenatore della Rondinella e amico di vecchia data della famiglia, Guido ha ripercorso le tappe dell’ultima sera di Riccardo. Ha parlato con chi l’ha visto arrivare, delirante, confuso, e con chi ha tentato di aiutarlo prima che fosse troppo tardi. Ma gli interrogativi sono tanti. Troppi, davanti alla morte di uno sportivo amato e benvoluto. Il calcio, però, era ormai il passato di Magherini. Adesso, era concentrato — forse persino in ansia — per il suo nuovo lavoro: era diventato l’art designer di un ricchissimo arabo. In questo periodo, questa persona era venuta ad affrontare un’operazione chirurgica a Firenze. Riccardo stava curando questa sua trasferta nei minimi dettagli. «Questo gli aveva procurato dello stress», ammettono gli amici. Domenica sera, Magherini ha cenato in borgo San Frediano con il fratello dell’arabo, poi è rientrato in un hotel di Borgognissanti, dove aveva alloggiato anche lui per stare vicino al gruppo. «Riccardo non si era sentito bene, aveva preso una tachipirina. Ma ha anche bevuto», hanno ricostruito. Un mix che gli avrebbe scatenato una crisi. Quando si è ritrovato da solo, prima di andare a letto, avrebbe avuto un attacco di panico, forse addirittura delle allucinazioni. Smarrito, anzichè salire in camera, ha cominciato a vagare, senza il telefono che i carabinieri stanno ancora cercando. Ha attraversato il ponte, è arrivato in San Frediano. Casa sua. «Urlava ’aiuto, aiuto, mi vogliono ammazzare’», riferisce il padre, dopo aver parlato con i titolari dei locali visitati da Riccardo nel delirio. Infine, la colluttazione con i carabinieri. «Ne ha ferito uno quando aveva già il bracciale delle manette a un polso, colpendolo in fronte». E poi? «Quando è arrivata l’ambulanza, mio figlio era già morto». Per le risposte, quelle ufficiali, parola dunque all’indagine della procura.
    Riccardo, sanfredianino doc, dopo il calcio aveva gestito un negozio di abbigliamento nel suo rione. Non aveva problemi economici, nemmeno di droga, e, dice chi gli è stato vicino, anche la separazione dalla moglie «era una pausa di riflessione».
    Su Facebook, la bacheca dell’ex calciatore è intasata dagli addii di chi gli voleva bene. «Era un trascinatore, un leader, nel calcio e nella vita», dice Massimiliano Papucci. E scende una lacrima. Quella che hanno versato i tanti amici del Maghero.