La Serie A si vedrà pure a Cinema e Teatro. Questione sponsor: è scontro

di Marco Iaria - La Gazzetta dello Sport

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In vendita i diritti per le gare live nelle sale. Big e medio-piccole spaccate sul marketing

Come riporta la Gazzetta dello Sport, la Serie A si vedrà pure al cinema e nei teatri, gli highlights in chiaro non saranno più appannaggio di una sola tv e le partite della Primavera saranno visibili sui canali ufficiali dei singoli club.

La Lega ha licenziato all’unanimità gli ultimi pacchetti dei diritti tv del ciclo 2018-21. Si è invece divisa sul business dei diritti non audiovisivi, cioè quelle sponsorizzazioni che da un ventennio sono gestite collettivamente.

Per gli appassionati la novità della prossima stagione è che potranno seguire le gare di campionato anche nelle sale cinematografiche e nei teatri, purché siano a 80 km di distanza dagli stadi in cui si gioca. In vendita un apposito pacchetto per questo tipo di licenze.

Sono tre, invece, i pacchetti non esclusivi per gli highlights (alle ore 19 di domenica, alle 22.45 di domenica o alle 22.45 di lunedì) che potrebbero interessare non solo alla Rai ma anche ad altre emittenti free.

SCONTRO. È stata congelata l’assegnazione del title sponsor del campionato e delle altre competizioni: ci si rivedrà giovedì prossimo per tentare di trovare un’intesa tra grandi e piccole.

Tra le big è la Juventus la più agguerrita nel rivendicare la titolarità dei diritti che sono fuori dal perimetro della Legge Melandri. L’obiettivo del club bianconero, spalleggiato dall’Inter, è di vendere soggettivamente i diritti dei tappetini virtuali, quelli che compaiono sugli schermi tv accanto alle porte.

Finora rientravano nel pacchetto del title sponsor, ma a questo giro si è venuta a creare una spaccatura, alimentata anche dalle aspettative generate dall’approdo di Ronaldo, che anche dal punto di vista dell’appeal commerciale marca ancor di più la differenza tra la Juve e il resto.

Eppure la Lega era riuscita a portare sul tavolo tre offerte combinate per un valore di 40 milioni annui, contro i 16 percepiti in precedenza: 15 milioni da Tim come title sponsor del campionato, 5 da Trenitalia per la Coppa Italia e 20 dall’agenzia ISG per i diritti esteri.

A un certo punto la Roma aveva avanzato una proposta: continuare a vendere collettivamente i diritti per l’Italia ma dare libertà alle singole società di commercializzare quelli internazionali, anche per esercitare un controllo diretto ed evitare contrasti con i propri sponsor.

Non c’è sintonia tra le diverse anime della Serie A. Alla fine dell’assemblea l’a.d. Brunelli ha suggerito: potremmo liberare il diritto all’estero per le grandi e vendere centralmente in rappresentanza delle altre 15 società. Il rischio è che quei 20 milioni proposti da ISG si riducano drasticamente.

Se ne riparlerà, nella speranza di sbloccare l’impasse tra sei giorni. La titolarità dei diritti, peraltro, si intreccia con i criteri di ripartizione: l’idea del consiglio presieduto da Miccichè è di distribuire i proventi in base all’ultima classifica con quote da 50 a 1 (anziché 20 a 1) che accentuino la meritocrazia. Nominati i componenti dell’organismo di vigilanza: Cicala, Dall’Occhio e Staiano.

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Biliapolis
Tifoso
biliapolis

Se la serie A è questa, tenetevela è troppo marcio questo calcio.

Biancorossoviola
Tifoso
biancorossoviola

E secondo loro dovrei sedermi pagando in un cinema o teatro per vedere in cinemascope come ci prendono per il culo? Cosi si vede meglio? Ma si sedessero loro! Da me non avranno più un centesimo.

scureggia vestita
Ospite
scureggia vestita

le partite a teatro , e le conferenze stampa della Fiorentina al circo

Rajon
Ospite
Rajon

Figc:
federazione
incompetente
gioco
corrotto

@kappeshark
Ospite
@kappeshark

MA INCENTIVARE LA GENTE AD ANDARE ALLO STADIO….VI FA PROPRIO SCHIFO??????

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