La sosta prima del rush finale. Si (ri-)apre il dilemma: Neto o Tatarusanu?

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A più di 24 ore dal pareggio di Udine, Firenze ancora si divide. Un punto a due facce, quello raccolto dalla squadra viola al Friuli. Tra chi è amareggiato per la rimonta subita a causa di una leggerezza difensiva, con due punti persi rispetto alle prime in classifica, e chi invece difende la prestazione dei viola anche in considerazione dell’intero (esaltante) ciclo di ferro. “Queste partite vanno vinte, se vogliamo andare in Champions”, per dirla alla Mario Gomez. Dall’altra parte, un punto comunque portato via da un campo insidioso (dove i viola perdevano in campionato da quattro anni di fila) che dopo un ciclo di risultati positivi appare meno indigesto. La classica differenza di vedute, insomma, tra chi vede il bicchiere mezzo pieno e chi invece mezzo vuoto.

Intanto, già da ieri il gruppo viola ha comunque cominciato a staccare la spina. Almeno mentalmente, prima del nuovo ciclo di ferro che porterà fino a fine stagione. Centro sportivo viola quasi deserto, con ben nove giocatori partiti per le Nazionali e allenamento a ritmo ridotto per chi ha giocato a Udine. Ma giorni che serviranno come benzina per riprendere al meglio sui tre fronti. Perché la Fiorentina, verosimilmente, non si fermerà poi più fino a fine stagione. Nove gare in trenta giorni, tra campionato, coppa Italia ed Europa League. Con la speranza di poter giocare ogni tre giorni fino al 17 maggio: vorrebbe dire che la squadra di Montella avrebbe conquistato almeno le semifinali di Europa League (in questo caso sarebbero ben 13 gare in 43 giorni!). “Le prossime due gare sono decisive per il campionato. Abbiamo due scontri diretti, poi sulla carta sarà un calendario un po’ più agevole, anche se in mezzo ci saranno gare impegnative. Ce la giocheremo fino alla fine”, ha detto Montella nel post-Udinese.

Guardando al calendario, infatti, cruciali le prime tre gare dopo la sosta: in campionato contro Sampdoria (casa) e Napoli (fuori), intervallate dal ritorno del Franchi contro la Juve in coppa Italia. Tre gare che diranno se i viola centreranno la finale di coppa e quanto le ambizioni Champions possano rimanere intatte. Anche perché, gli scontri diretti contro blucerchiati e azzurri vedono al momento i viola in svantaggio, e vincere potrebbe valere doppio. Con la consapevolezza, comunque andrà, che in campionato poi il cammino potrà essere in discesa. Almeno sulla carta, certo, ma nelle ultime otto gare si andranno ad affrontare ben sette sfide con squadre inferiori in classifica (Verona, Cagliari, Juve – unica eccezione -, Cesena, Empoli, Parma, Palermo e Chievo). Dove, per intendersi, la Fiorentina nel girone d’andata ha fatto partire la propria ‘remuntada‘, con 17 punti conquistati alla media di 2,125 punti a partita.

Nel frattempo, questa sarà una sosta che potrà permettere di recuperare energie importanti… ma anche giocatori cruciali per il rush finale di stagione. A partire da Giuseppe Rossi, con il sogno (e l’obiettivo) di rivederlo in campo dopo la sosta ed in particolare da metà aprile (Pepito si aggregherà a breve con il gruppo), quando i viola vivranno il momento clou della propria annata. Passando poi per un pilastro come Savic, oltre a Bernardeschi (lavora con il gruppo da giorni, potrà tornare convocabile già alla ripresa)… e Ciprian Tatarusanu.
Il portiere rumeno è un po’ uscito dai radar, dopo l’infortunio alla schiena rimediato dopo la gara contro il Torino del 22 febbraio. Fin da subito tante apprensioni per il rientro – forzato – tra i pali di Neto, in Europa League (per motivi di lista Uefa, l’unico portiere a disposizione oltre al giovane Lezzerini), poi la conferma del brasiliano – tra qualche mugugno della piazza – in campionato dopo la grande prova contro il Tottenham. Adesso Tatarusanu è pronto a tornare, ha smaltito tutti i problemi ed ha ricominciato ad allenarsi con i portieri.
E allora… si riapre il dilemma: Neto o Tatarusanu? La storia è vecchia, parte dalla scorsa estate e si infittisce con nuovi intrecci da inizio 2015, quando il brasiliano rifiuta definitivamente il rinnovo di contratto e viene esposto alle pubbliche ingiurie con tanto di comunicato (mal digerito da allenatore e compagni) da parte della società viola. Tatarusanu diventa titolare, poi l’infortunio del rumeno ed ecco il rientro (e la conferma) di Neto, che regge alla grande psicologicamente e trascina i viola nella fase cruciale del tour de force (sempre tra i migliori in campo nelle ultime otto gare). Cosa fare adesso? Dare ancora spazio a Neto, il ‘traditore’ che non crede al progetto futuro viola (ma molto, evidentemente ed ovviamente, agli obiettivi del presente), oppure riaffidare le chiavi della porta al pur ottimo Tatarusanu? Sarà chiaramente Montella a sciogliere i dubbi in queste due settimane di riflessione, ma già da ora il caso è destinato a far discutere. I tifosi, nel frattempo, si sono divisi già nel nostro sondaggio, con molti che vorrebbero rivedere Tatarusanu tra i pali gigliati. Anche se, va detto, mai un fischio è volato nei confronti del brasiliano, sempre difeso ed incitato dai sostenitori gigliati nelle partite dell’ultimo mese come se niente fosse successo in chiave contratto.

Un nodo (non da poco) da sciogliere in vista del finale di stagione. La palla a Montella, che si gode sprazzi di relax prima del nuovo (e decisivo) ciclo di ferro.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it