La struttura del Corvo: domani l’annuncio del DS

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Pantaleo Corvino

Come riporta La Nazione, domani è il giorno del Corvo, che si ri-presenterà a Firenze in versione operativa e si suppone consapevole di aver accettato una grande scommessa. Onori, oneri e un bilancio da salvaguardare dopo due stagioni chiuse dalla Fiorentina in profondo rosso contabile (soprattutto quella condizionata dall’acquisto e dagli stipendi di Gomez, meno 37 milioni nel 2014, ma il bilancio è stato negativo anche nel 2015). E quindi bisogna trottare cambiando rotta: organizzazione rivista con un collaboratore di punta (il nuovo Ds sarà annunciato domani direttamente da Corvino, totonomi aperto con alta possibilità di errore).

Chiusa e probabilmente mai aperta la suggestione Rui Costa, che al Benfica fa il dirigente di punta e non il magazziniere, perché dunque avrebbe dovuto rimettersi in gioco a Firenze non essendo stratosferico il budget destinato al vice-Corvino? Più che una bandiera, sarebbe stato un soccorso nostalgico. In effetti la Fiorentina nega di aver mai percorso la pista, anzi Corvino ha preso contatti con Martin Jorgensen per proporgli un ruolo di rappresentanza anche a livello Uefa. Possibili evoluzioni nei prossimi giorni.

La nuova struttura sarà articolata così: a Corvino e il suo «vice» farà riferimento un nuovo capo scouting (Angeloni è in uscita), che a sua volta coordinerà una squadra di osservatori divisi per aree geografiche. Sette-otto persone qualificate che faranno direttamente capo al vertice dell’area tecnica attraverso relazioni settimanali.
In sede lavoreranno altre figure specializzate, fra cui quella dell’analista: avrà una stanza dedicata – con più monitor a disposizione – a guardare continuamente filmati delle partite con i giocatori tenuti sotto osservazione, ma non solo loro, in modo da ampliare il numero di possibili obiettivi. Anche questa struttura sarà snella, ma in certe fasi di mercato altamente operativa per dettare i tempi di intervento.

Dopo tre quarti posti e un quinto centrati dalla Fiorentina dal 2012 in poi, è evidente il tipo di rischio a cui si sottopone Corvino nella versione bis del suo impegno viola. Ma l’entusiasmo – racconta agli amici – è altissimo. E’ quello che nell’incontro con Sousa è servito per cementare l’accordo basato sull’orgoglio e la volontà di superare qualsiasi ostacolo, insieme e con la massima lealtà. L’inizio del rapporto diretto è stato molto buono e del resto Sousa sapeva che Corvino avrebbe voluto portarlo a Firenze già nel 2011, quando il tecnico portoghese allenava il Videoton. Corvino è tornato da Lisbona e in due giorni ha seguito le partite delle Nazionali Under 21 della Francia e dell’Ucraina: obiettivi sensibili in prospettiva. I problemi da risolvere ora sono altri, domani nuovi particolari durante la presentazione del governo Corvo2.