La Viola deve blindare il Franchi. Dopo Marassi, Roma e Milan in casa

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    Tifosi sampdoria Ricominciare a vincere. Intanto in trasferta, a Genova, nel primo impegno del settembre di fuoco che attende la Fiorentina, alla ripresa dopo la sosta. Anche di fronte ad un Ferraris che si preannuncia un’arena rossoblù, con la città ligure galvanizzata per il primo posto in classifica dopo le prime due giornate. Paulo Sousa, adesso, ha un solo obiettivo: centellinare le forze dei suoi giocatori, mischiare le carte quanto basta per schierare sempre una squadra al top della condizione e affondare il piede sul gas. Lontano dal Franchi, dove per altro i viola debutteranno in questa edizione di Europa League, competizione in cui la scorsa stagione (eccezion fatta per il ko di Tottenham) la Fiorentina ha sempre vinto, ma anche in casa, per rendere il Franchi un vero “fortino”. Nel giro di una settimana, dal 18 al 25, arriveranno Roma e Milan, le due big che per altro hanno tentato, per tutta l’estate, di dare l’assalto ai big viola. Non si potrà sbagliare: intanto sul fronte dell’atteggiamento, poi anche sul piano dei risultati.

    Non si potrà sottovalutare niente, dovrà essere pianificato tutto, considerando anche l’orario. L’unica gara che si disputerà di pomeriggio, da qui alla prossima sosta di campionato, sarà proprio quella di Genova. Ci sarà, probabilmente, ancora da fare i conti col caldo, ma già in Grecia, giovedì prossimo, l’ora X scoccherà alle 21.05. Servono risultati subito, una raffica di successi come quelli messi insieme un anno fa, quando per il primo pareggio si è dovuto aspettare la tredicesima giornata, nella seconda metà di novembre contro l’Empoli (al Franchi) e nelle prime sette giornate di Serie A i viola sono riusciti a vincere in sei occasioni, prima volta nella storia. L’asticella dovrà essere alzata anche in Coppa: al Toumba, i viola, hanno già strappato un successo. Era la stagione 2014/15, quella della semifinale di Europa League persa contro il Siviglia, e a risolvere la pratica ci pensò Vargas, oggi svincolato. Toccherà a Kalinic fare la differenza, lui che in campo internazionale, fin qui, con la Fiorentina si è fermato all’unica rete realizzata contro il Basilea, un anno fa esatto.

    Il bilancio di Sousa, qui, non è brillante: tre le vittorie, di cui due esterne, due pareggi e tre ko in otto gare giocate. Di certo c’è che è in casa che la Fiorentina non potrà permettersi di cedere il passo. Dopo le celebrazioni per i 90 anni, con il lampo di Sanchez capace di piegare il Chievo e riportare il sereno, il tecnico portoghese dovrà essere bravo a rafforzare all’inverosimile la diga interna. Tredici le vittorie casalinghe della scorsa stagione in tutte le competizioni (9 quelle esterne) e sei i pareggi: l’obiettivo è stabilire nuovi record, anche per riaccendere l’entusiasmo nella gente, in particolare dopo la presa di posizione della Curva. Firenze confida nella propria squadra: nelle idee del tecnico che già un anno fa, pur con una difesa ridotta all’osso, è stato in grado di regalare per qualche settimana vertigini da primissimi posti e nella fame di riscatto dei singoli giocatori, ognuno con il proprio conto aperto col destino.

    C’è da riscattare il ko interno di un anno fa incassato contro la Roma (quello fu il terzo stop consecutivo, il secondo tra le mura amiche dopo Napoli al San Paolo e Lech Poznan al Franchi) e provare a bissare il successo coi rossoneri, quest’anno guidati da Montella, dopo la sconfitta inferta a Mihajlovic (altro ex tecnico viola) il 23 agosto 2015. Si giocherà ogni tre-quattro giorni e dopo la trasferta greca, tra le sfide co Roma e Milan ci sarà il viaggio ad Udine, aspettando poi gli azeri del Qarabag al Franchi per la prima sfida internazionale davanti al proprio pubblico, il 29. Servono i successi, per cavalcare l’onda costruita contro il Chievo e per non continuare a costringere i sogni in un angolo. Tocca a Sousa, che a Genova taglierà il traguardo della cinquantesima panchina viola, e alla Fiorentina.