Laddove tutto ebbe inizio, laddove tutto potrebbe finire. Sousa vs Sinisa, dal principio al possibile epilogo

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23 agosto 2015 Fiorentina-Milan 2-0. 27 febbraio 2017, Fiorentina-Torino. Sulla panchina di quel Milan sedeva Sinisa Mihajlovic. Su quella del Toro lunedì sera idem. Così come sulla panchina della Fiorentina quella sera di fine agosto sedeva Paulo Sousa, e contro il Toro idem. Curioso come là dove tutto ebbe inizio, per Paolo Sousa, tutto potrebbe avere fine. Proprio contro Sinisa, che quella sera al Franchi scoprì che il suo Milan non era da Champions come aveva creduto per tutta l’estate. Mentre quella sera stessa Firenze iniziava a sognare nel nome dello stesso Sousa. Curioso anche come sia Mihajlovic che Sousa abbiano in comune la parola fine ciclo. Ma questa è un’altra storia. Contro i granata lunedì sera l’allenatore della Fiorentina potrebbe arrivare alla fine del suo percorso fiorentino.

Se fosse un film potrebbe portare il titolo dall’inferno al paradiso andata e ritorno. Perché quella sera contro Mihajlovic Sousa spazzò via dubbi e scetticismi che avevano contraddistinto il suo arrivo a Firenze.

 Tanto da diventare quasi una sorta di santo.

E finire col portare un’intera curva dalla sua parte e contro la società.

Quel mercato di gennaio è stato il punto di rottura definitivo. Ma inutile tornarci sopra. Doveroso soltanto fare la cronistoria arricchita poi dalla cena con manager russi, fino alle ammissioni di colpa dello stesso Sousa sul crollo mentale e psicologico post gennaio. Ricominciare con lui, forse, è stato il vero errore. Perché i tempi erano cambiati. C’era da rientrare del buco di bilancio, e separarsi unilateralmente dal tecnico portoghese avrebbe portato ad un altro ingaggio sprecato. Lontani i tempi in cui Montella stava a casa pagato dalla Fiorentina.

Il capolinea c’è, che sia lunedì sera contro il Torino o più avanti poco importa. Trattasi solamente di arrivare alla deadline di un percorso che ha avuto come apice il periodo di Comanda Firenze e come punto più basso tutto il resto. Con un cammino obbrobrioso nelle coppe, ed un lento trascinarsi senza obiettivi e assolutamente poco stimolante. Colpa di Sousa? Colpa dei giocatori? Colpa della proprietà? Colpa di Corvino? Poco importa a dir la verità. Ciò che rimane è solo un retrogusto amaro di una preannunciata fine. Anche perché quanto possa durare un allenatore di fatto confermato, ma anche messo in forte dubbio e discussione dal patron stesso, non è dato sapersi. Poco, con grande probabilità. Perché se è vero che nel girone di ritorno dell’anno scorso tutta la squadra ha mollato in assenza di stimoli, è più che lecito pensare che la stessa cosa possa avvenire adesso. Anzi. Forse ancora peggio. Se lo spogliatoio allora si era tra virgolette schierato con Sousa, adesso le cose potrebbero non stare più così. Si veda la sostituzione di Bernardeschi contro il Borussia.

Lunedì le risposte. Contro Mihajlovic Sousa può saltare o tenersi aggrappato ancora alla panchina della Fiorentina. Quella che proprio contro il serbo aveva conquistato nel cuore dei tifosi, e che adesso potrebbe perdere in maniera inimmaginabile pensando ad un anno e mezzo fa.

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Gualtiero Milano
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È una vita che sostengo che il lusitano e’ una pippa astronomica.Per giunta gobbo.Il che non è una colpa ma un’aggravante.

Pippo77
Ospite
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Per il bene della fiorentina solo 2 parole.

FORZA TORO

dario carli
Ospite
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comanda firenze….a me fate ridere@ qualche giornata casualmente in testa ..sembra che abbia vinto chissà che!@@a me sembrate rintronati !

andrea
Ospite
Member

allenatore a scadenza, fino a lunedi’ poi fino a domenica , fino alla prossima disfatta, se non ci credi via subito, errori su errori, e saponara? serviva un altro trequartista, con dei terzini cosi’, per mandarlo in tribuna?

emiliofirenze
Ospite
Member

Mi sbaglio, o non è durato mai più di due anni in tutte le squadre dive finora ha allenato? Ci sarà un motivo.

Mario Viola
Ospite
Member

Con una proprietà come la nostra che non ti rinforza neppure se sei in testa alla classifica nessun allenatore, minimamente ambizioso, potrà durare più di due anni!
Anzi, se fossi un allenatore che ha voglia di vincere, non risponderei mai a chiamate di Corvino o chi per esso

axl
Ospite
Member

pacifico , scontato , sotto gli occhi di tutti
quelli che hanno un minimo di buon senso ,
di onestà intellettuale , di minima esperienza
di cose calcistiche ( anche solo da tifoso ,
ma da lunga data ) il fatto che per lo meno
il 60% delle responsabilità fa capo
a questa dirigenza da operetta . Il resto lo lascio
ai fanatici , ai disonesti intellettualmente ,
in pratica lo lascio ai lecca-marchigiani , i quali
stanno continuando a sbattere contro un muro
di gomma , che purtroppo per loro continuerà
a farli rimbalzare , quando basterebbe aggirare
il muro , per vedere finalmente come stanno le
cose .

Alessandro
Ospite
Member

La differenza tra un allenatore e un patetico inventore di calcio…mercoledi i gobbi hsnno giocato in coppa campioni mercoledì giicherqnno in coppa italia in semifinale contro il Napoli ma stasera pur guocando contro l’Empoli hanno giicato con i vari higuain cuadrado pianic mandzukic bonucci alex sandro e anche dybala nel secondo tempo….se ci fosse stato quel povero di sousa la formazione della juve sarebbe stata con rincon hernanes dani alves ala destra d’attacco pjaca e glia altri scarti e non avrebbe vinto…il calcio è semplice per chi lo sa fare non per chi lo vuole inventare.

Aldo di Milano
Ospite
Member
Spiace attaccare il portoghese, potrebbe essere ritenuto il solo colpevole ma qualche colpa c’è l’ha, come le aveva anche Montella, quando impiegava con insistenza Mati Fernandez o Aquilani ( che non troveranno più posto da nessuna parte) in mediana oppure quando ha indotto Toni e Matri ad andarsene… Il nostro Sousa ha cacciato Zarate e Suarez, che sono due signori giocatori, ed ha dirottato in difesa Sanchez, centrocampista nazionale colombiano non inferiore di certo a Badelj o a Vecino, spostandolo sulla fascia dove non si trova assolutamente a proprio agio. E poi i balletti con i ruoli dei giocatori, che incidono sulla fiducia dei singoli, non possono passare inosservati: Tello sull’out di destra una partita si ed una no, Bernardeschi sulla fascia e poi dietro la punta, a sinistra Milic una volta e l’altra Maxi Olivera, Ilic dentro e fuori, ecc. solo Borja fisso in ogni ruolo, quando spesso invece… Leggi altro »
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