Lakti si prepara all’esordio in Serie A: “Sono un po’ come Veretout”

di Francesca Bandinelli - Corriere dello Sport Stadio

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Il capitano della Primavera della Fiorentina, già nel giro della prima squadra, è sulla rampa di lancio per esordire nella massima serie

In una lunga intervista al Corriere dello Sport Stadio il giovane centrocampista della squadra di mister Bigica si dice pronto al grande salto per dimostrare il proprio valore.  Deve ancora compiere 19 anni, il 6 gennaio prossimo, e ha già trascorso più della metà della sua vita con la maglia viola indosso. Erald Lakti, doppia cittadinanza, italiana e albanese, è il cuore duro della Primavera di Bigica.

«Voglio spezzare la maledizione delle finali, già che con la Primavera la passata stagione ho perso sia al Viareggio che nell’ultimo atto della corsa scudetto, poi potrò anche sognare il debutto in Serie A». Magari provando a trovare il mix perfetto tra Veretout e Mascherano, senza dimenticare la determinazione di Ibrahimovic, ma continuando prima di tutto ad essere Erald Lakti, il prossimo figlio del vivaio viola pronto ad accendersi i riflettori addosso nel calcio che conta.

Quanti anni aveva quanto è entrato nel settore giovanile della Fiorentina?
«Nove. E a gennaio ne faccio 19. Ricordo ancora il primo giorno: eravamo tantissimi bambini, tutti arrivati per ritirare il materiale. Da lì ho cominciato a lavorare con metodo, ma sempre con grande divertimento».
Quali i suoi punti di riferimento?
«Ne dico due. Cerco di prendere esempio dalla mentalità vincente di Ibrahimovic, uno che ha sempre raggiunto tutti gli obiettivi che si è prefisso. Invece, sul campo, mi è sempre piaciuto tantissimo Mascherano, la sua tecnica e la sua personalità. Se potessi, gliene ruberei qualche grammo (ride)».
È pronto per diventare il metronomo della Fiorentina che verrà?
«Sono pronto a lavorare e a dare il massimo per coronare questo sogno».
E i centrocampisti della prima squadra, lavorando insieme, che suggerimenti le hanno dato?
«Più che suggerimenti, sono sempre stati attenti a che io mi integrassi al massimo. Non mi sono mai sentito escluso, tutt’altro. Mi piace tantissimo Veretout: diciamo che sono un po’ come lui».
Si sente pronto per il salto in prima squadra?
«Io mi sento pronto a dare il massimo sempre, poi saranno gli allenatori a decidere. Intanto, la prima missione è riportare un trofeo a Firenze, che sia la Coppa Italia, lo scudetto o anche il Viareggio”.

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Pacco dono
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Pacco dono

1 su 100 riesce a passare dalla primavera alla prima squadra, di norma però ogni annata 3 o 4 ex primavera riescono a rimanere tra i pro. Oltre a Montiel io il gettone per la primavera di quest’anno me lo gioco su Beloko e Koffi, anche a Ferrarini do più chanche di Lakti.

figther
Ospite
figther

Tu sembri più Hetemaj

VIOLISSIMO
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VIOLISSIMO

Perfino BERNA quando è andato alla Rubentus ha fatto sempre tanta panchina e ogni tanto una capatina in campo. Gli allenatori sono dei professionisti e se qualcuno che scrive dietro una tastiera ha la presunzione di essere migliore di loro perchè non fa il corso di allenatore e poi vedremo quanto sarà bravo. E’ facile parlare ma quando si tratta di fare tutto è diverso.

claudio.df70
Ospite
claudio.df70

ma berna è passato da un 8 posto ad una squadra che gioca per la CL visto che lo scudetto lo vince con le riserve. ù
Quindi è chiaro che visto chi ha davanti fa panchina.
Quello che invece mi pare e che sia un po’ montato.. Veretout, mascherano, ibrah.. suvvia. siamo seri.

Thoreau
Tifoso
Thoreau

Per non essere montato a chi doveva ispirarsi….a Garlaschelli, Scarnecchia e Luis Silvio?

Rocco54
Ospite
Rocco54

Qualcuno che scrive qui pensa che passare dalla “primavera” alla “prima squadra” sia come passare dalla 3a elementare alla 4a. Se uno è bravo in 3a non vedono come mai non lo fanno passare in 4a. Se Pioli (consigliato e/o spinto dal suo staff e dai dirigenti) non mette in prima squadra qualcuno è perché quel qualcuno è ancora acerbo. Va da sé che il tifoso, io uno dei tanti, vorrebbe vedere all’opera i puledrini, ma io non ho la presunzione di capirne di calcio più dei professionisti. Se porti la macchina in un’officina non è che togli il cacciavite… Leggi altro »

Paolo
Ospite
Paolo

Gobbo o no, tanto con uno come Pioli, un c’è speranza.

joretti
Ospite
joretti

Ma quale esordio! Finchè ci sarà Pioli i nomi saranno sempre i soliti 12.

stini
Ospite
stini

Questo è bravo ,ne sentiremo parlare.

mauro
Ospite
mauro

Lascia un commento…Purtroppo penso in un’altra squadra…

Nedo1926
Ospite
Nedo1926

sento gia’ odore di plusvalenza

ELP
Ospite
ELP

Io invece sento odore di gobbo

Amoantognoni
Ospite
Amoantognoni

è già…… senti “odore di gobbo”, in effetti con una società come l’attuale che disconosce il significato del termine plusvalenza…………………..
melo, jovetic, ljiaic, nastasic, behrami, savic, alonso, bernardeschi, vecino, borja, cuadrado………..

'i birraio
Ospite
'i birraio

Melo tutti fecero gli applausi quando fu venduto, pacco storico
Jovetic era sempre rotto, tutti felici lo stesso
Ljiaic venduto per problemi di coesistenza
Nastasic fu un affare, soldi e un difensore altrettanto forte, forse di più
Savic unico rimpianto, ma voleva andare via
Alonso, vendita a prezzo spropositato per un giocatore ingiustamente infamato (ed ora rimpianto da tanti che allora gli sputavano addosso)
Bernardeschi, gobbo, di che stai parlando?
Borja, sbattuto fuori, nessuna plusvalenza
Cuadrado, plusvalenza cercata, e condivisa perchè anche lui voleva andare via
Vecino, come sopra, in più giocatore ingiustamente considerato scarso per anni

Sugosa Plusvalenza
Ospite
Sugosa Plusvalenza

Savic voleva andare via? Ma se piangeva quando gli dissero che l’avevano venduto…cmq il discorso è che abbiamo avuto ottimi giocatori che una volta venduti sono stati rimpiazzati da ciofeche, rotti e vecchi…è innegabile, dai…

Amoantognoni
Ospite
Amoantognoni

operato impeccabile, sarà per questo che con melo e jovetic si andava in Champions ed ora siamo al dodicesimo posto in classifica, avanti così……

ELP
Ospite
ELP

Anzi, sento odore di due gobbi

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