L’annuncio di Malagò e Abete: Roma candidata per l’Europeo del 2020

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    malagòLa Figc candida Roma per l’Euro 2020, il campionato europeo di calcio che tra 6 anni sancirà il suo il 60° anniversario attraverso un torneo itinerante in 13 città del continente: ad ufficializzare la candidatura, che aspira all’assegnazione delle gare del primo turno e di una sfida ad eliminazione diretta, è stato oggi il Presidente del CONI Giovanni Malagò, al termine della Giunta nella quale il Presidente della FIGC Giancarlo Abete aveva illustrato le linee generali del dossier italiano che ha nella capitale e nello Stadio Olimpico di Roma i suoi punti di forza. “Roma sta andando avanti per la candidatura – ha commentato il Presidente del CONI – e lo stadio Olimpico ha i requisiti richiesti dalla UEFA per questo genere di competizioni internazionali. Aspettiamo il 19 settembre per vedere se Roma riuscirà ad entrare in questa inedita edizione con tanti Paesi che ospiteranno le partite”. 

     “Per l’edizione 2020 degli Europei – ha commentato il Presidente federale Abete – la UEFA punta a coinvolgere 13 capitali: Roma ha le carte in regola per concorrere, per il suo ruolo universale, per la sua eredità storica e culturale, per la sua posizione geografica, per la sua millenaria vocazione sportiva, per il fascino e la qualità del modello organizzativo dello Stadio Olimpico, e infine perché 57 anni fa proprio qui furono poste le basi per la nascita di un’Europa unita. Tra l’altro, lo Stadio Olimpico nel 2009 ha ospitato una finale di Champions che ha segnato un’era nella concezione di questo evento ed ha tutte le caratteristiche richieste, anche se saranno necessari alcuni interventi di miglioramento”. 

    Il dossier italiano è stato coordinato dal Vice Presidente federale Demetrio Albertini, che nelle scorse settimane ha incontrato prima il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia e poi il Sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino e l’Assessore capitolino allo Sport e alla Qualità della vita Luca Pancalli. Nel primo caso, era stata condivisa “la scelta di lasciare a Milano la possibilità di lavorare al massimo sulla candidatura per la finale di Champions 2016, evitando di sovraesporla su due eventi per i quali l’assegnazione sarebbe avvenuta nel giro di pochi mesi”; nel corso dell’incontro in Campidoglio, invece, erano state poste le basi per la collaborazione tra l’amministrazione capitolina, la FIGC ed il CONI, con particolare attenzione ai principali aspetti della candidatura: stadio, infrastrutture, mobilità, ricettività, sicurezza e garanzie.