Le cessioni sistemano il bilancio. Evitata la multa dell’Uefa

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    Regole Fair Play FinanziarioIl mercato 2106 della Fiorentina non passerà alla storia come una sessione di colpi ad effetto. Il possibile ritorno di Jovetic è stato l’unica fibrillazione al cuore per il popolo viola in due mesi di affari «pesati» soprattutto dal punto di vista del bilancio. Per il rientro di JoJo non se ne è fatto di niente: il montenegrino è rimasto nella grigia Milano, bloccato da uno stipendio fuori portata per la Fiorentina. D’altronde in casa viola si è chiusa un’epoca. I maxi stipendi di Gomez e Rossi sono un lontano ricordo. Il ritorno di Corvino ha segnato un punto di non ritorno e di ripartenza allo stesso tempo.

    Programmazione, realizzazione di utili per rimettere a posto il bilancio e rispetto del «Fair Play Finanziario». L’operato di Corvino si è spinto lungo tre direttrici, tutte concatenate. Se la programmazione con l’arrivo di giocatori giovani (alcuni giovanissimi) non è certo una novità se si parla del lavoro del dirigente di Vernole, gli altri due aspetti forniscono novità interessanti circa il comportamento della società. Così la maxi operazione che ha portato alla cessione di Alonso (27 milioni) ed il netto taglio al monte stipendi (approssimativamente intorno ai 25 milioni, via il «peso» dell’ingaggio di Gomez, da non sottovalutare anche l’addio ai 4 milioni lordi di Rossi ed ai 3 di Alonso) sono serviti per rimettere a posto i conti in previsione della redazione del bilancio sull’anno 2016. Ed anche per rispettare i dettami del «Financial Fair Play».

    Nonostante le modifiche apportate nel 2015, i paletti imposti dalla Uefa rimangono infatti tali. Nell’ultimo documento ufficiale, la società viola ha specificato che il deficit complessivo per il triennio 2013-2015 era di 38,1 milioni. Un dato superiore al limite (-30) imposto dalla Uefa, ma non fuori dalle regole visto che la Fiorentina – da regolamento – poteva portare il dato positivo (+10 milioni) del 2012, a parziale mitigazione del -40,5 del 2014. Chiusa questa carrellata di numeri, a conti fatti chi si aspettava ulteriori investimenti per rinforzare la rosa – come nel 2013 quando arrivarno Gomez e Rossi -, di fatto si attendeva qualcosa di assolutamente irrealizzabile.

    Al 1° settembre con la «sforbiciata» degli ingaggi (dei giocatori) di questa sessione, la Fiorentina sembra pronta ad affacciarsi ad un 2017 che potrebbe riportare ad un equilibrio finanziario auspicato – e richiamato più volte – dalla proprietà. «La Fiorentina deve rispettare i parametri del fair play finanziario – disse il presidente esecutivo Mario Cognigni dopo la conclusione del Cda del 16 giugno -, ma la proprietà ha ribadito ancora una volta di voler crescere a livello sportivo, quindi continueremo a rafforzare la squadra». Sul primo punto, missione compiuta. Sul secondo, sarà il campo a decidere.

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