Le corsie esterne per rimettere le ali. E tornare macchina da gol

0



A lungo è stata la squadra col migliore attacco del campionato la Fiorentina di Paulo Sousa. In particolar modo quando Badelj disegnava geometrie con le sue verticalizzazioni, o quando Ilicic ispirava il finalizzatore principe Kalinic. Uscito di scena il centrocampista croato il meccanismo si è un po’ inceppato. Se poi si aggiunge a questo il calo fisiologico del bomber viola ed un momento così così dello sloveno ecco che si arriva al calo realizzativo che ha caratterizzato il 2016 viola. Un gioco, quello della Fiorentina di Sousa, basato principalmente sulle zone centrali del campo. Non a caso con l’ex Amburgo in campo Borja e Ilicic erano i trequartisti dietro a Kalinic, con Bernardeschi e Alonso con licenza di spingere, si, ma neanche poi più di tanto. Poche volte i due esterni di fascia hanno fornito grande apporto in fase offensiva. A Milano, ad esempio, proprio nella gara d’andata, Alonso fu decisivo con la sua spinta sulla sinistra. (clicca qui)

 

Contro l’Inter è in netto vantaggio la soluzione 4-2-3-1. Kalinic davanti con dietro Ilicic nel mezzo, Bernardeschi a destra e Tello a sinistra. Formazione decisamente improntata sulle corsie esterne per arrivare poi a mettere in condizione Kalinic di buttarla dentro da rapace d’area di rigore come si è dimostrato fin qui. O almeno prima del calo fisico di inizio 2016. Di fronte ci sarà con grande probabilità un’Inter da 4-4-2. Nagatomo e Perisic a comporre la catena di sinistra, Biabiany e Telles quella di destra. Squadra tutt’altro che votata alla fase difensiva insomma. Che però in mezzo al campo privilegerà i soliti muscoli di Medel e Kongdobia con Melo squalificato. Offrire il fianco, o meglio le corsie, alla squadra di Mancini potrebbe essere letale. Ma affondare proprio sulle fasce laterali potrebbe essere l’arma vincente contro i nerazzurri. 

Le corsie esterne per rimettere le ali, insomma, e tornare la macchina da gol che è stata la squadra viola per quasi metà stagione. E’ anche questo l’obiettivo di Sousa che si appresta ad inaugurare il ciclo di ferro con Inter, Tottenham in casa, Atalanta fuori, Tottenham fuori e poi Roma e Napoli provando subito ad aggredire. Come suo carattere, come sua natura. Partire subito forte per poi punire ancora. E fare punti in questo filotto può valer doppio oltre che il passaggio del turno in Europa contro una squadra che davanti è forte ma quest’anno anche dietro con la miglior difesa della Premier. Anche perché oramai aspettare non serve più a niente. Amministrare il vantaggio non è più possibile dato che questo vantaggio non c’è più. E non si è fatto neanche più di tanto per provare a farlo. Ora è il momento di spingere sull’acceleratore. E vada come vada. Intanto Sousa vuol provarci. Per raggiungere le stelle, concetto tanto caro al tecnico portoghese, c’è da tornare a volare. Con il pressing alto, attaccando ogni spazio possibile e aggredendo ogni singolo pallone. Sotto a chi tocca, la Fiorentina di Sousa non ha paura.

 

Autore: Gianluca Bigiotti – Redazione Fiorentina.it