Le energie mentali e i punti persi con le ‘piccole’. Ma a Torino…

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Il calcio non si fa certo con i ‘se’ e con i ‘ma’, dice un vecchio detto legato al mondo pallonaro. Però pensare che con due vittorie contro Verona e Cagliari, la Fiorentina poteva essere ad un passo dal Napoli, a tre punti dalla Roma e a quattro lunghezze dal secondo posto della Lazio, rende bene l’idea di quanto la squadra di Montella abbia buttato via nel giro di una settimana. Il rammarico è tanto, per due partite praticamente non giocate davanti al proprio pubblico. Specialmente l’ultima, con la squadra sarda: se con l’Hellas c’era una mezza scusante legata agli episodi, contro la formazione di Festa (praticamente già in B) le attenuanti stanno a zero. Tanto che i tifosi, nel vedere per di più molti titolari soccombere di fronte ai rossoblu isolani, non hanno lesinato fischi ai giocatori in campo. “Giustificati“, li ha definiti Montella i fischi di tutto lo stadio, a confronto di quelli “immeritati” arrivati una settimana prima contro Toni & Co..

“Sono mancate energie mentali”, ha commentato a caldo il tecnico viola.
Motivazione già utilizzata spesso, durante la stagione, quella della (scarsa) tenuta nervosa della squadra. Già contro il Verona (proprio per questo motivo, per avere giocatori ‘carichi’, erano stati cambiati 8/11 rispetto alla sfida precedente), ma in generale ad ogni tracollo stagionale dei viola. Contro il Napoli, due settimane fa, la squadra aveva perso (a detta dello staff viola) perché rimasta quasi ‘shockata’ dalla batosta con la Juve; contro la Lazio, nello 0-4 dell’Olimpico, squadra scaricata mentalmente dal lungo ciclo di ferro. E così via, anche per il pareggio di Udine prima dell’ultima sosta o per i vari passi falsi di inizio stagione (quando, a proposito di fattori psicologici, era stato tirato fuori anche il discorso della ‘pressione‘ legata alle alte aspettative). Sempre, o comunque spesso, problemi di tenuta mentale, quasi per difficoltà nel trovare nuovi stimoli. Tanto che la Fiorentina ha perso ben 11 punti contro le ultime sei squadre della classifica. Un fattore insomma che motiva – insieme ad altri – il ritardo dei viola dalle primissime della classe. Già avendo fatto bottino pieno nelle ultime due gare, come ricordato in principio, la classifica poteva essere ben altra.

E invece adesso è rimesso in discussione anche il piazzamento europeo, con squadre in forma che inseguono ormai da vicino ed una Fiorentina alla ricerca di una nuova scintilla per riaccendere la stagione. Montella ci ha provato ieri, prima dell’allenamento, a trasmettere ai suoi giocatori nuove motivazioni con un colloquio tra le mura del centro sportivo. “E’ colpa anche mia, se la squadra non ha recepito la giusta carica”, ha detto l’Aeroplanino. Tecnico viola che, nel frattempo, ha anche rassicurato la proprietà: non necessario il ritiro, quando si gioca ogni tre giorni. E allora avanti così, ma che sia trovata una soluzione al più presto.

Serve ricaricarsi subito, perché adesso le motivazioni non mancano di certo. L’Europa di nuovo in bilico: Torino, Genoa e pure l’Inter (con tutte le problematiche nerazzurre) sono squadre in salute, e sarebbe un fallimento totale perdere il sesto posto. Così come sarebbe mal digerito da tutti (società e proprietà) il non riuscire ad arrivare quinti: iniziare la prossima stagione in anticipo per i preliminari di Europa League potrebbe compromettere tutta la preparazione, comprese anche le tournée prestigiose e faraoniche che la società sta organizzando per la prossima estate.

L’ambiente si aspetta una svolta già contro la Juve, almeno a livello di atteggiamento: le tre partite di fila al Franchi non hanno prodotto l’effetto sperato (la possibilità di rimontare in classifica), anzi; il sentimento di rivincita dopo la bastosta in Coppa Italia, l’affrontare la prima della classe (che potrebbe festeggiare lo scudetto proprio domani), la volontà di rialzarsi dovranno essere spinte fondamentali per dare un segnale forte alla piazza. “Siamo in difficoltà, ma ci sapremo rialzare”, ha detto a caldo Pasqual. Ci ha messo la faccia, il capitano viola, a nome del gruppo. Così come si giocano molto (se non tutto) anche tecnico e dirigenti. Serve dare una risposta precisa. Ora. Per non buttare totalmente via una stagione che può ancora regalare (grandi) soddisfazioni.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it