Le rivelazioni dell’anno: da Sousa a Kalinic, passando per Bernardeschi e Alonso

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    Gol BabacarAvvio di stagione impressionante, o ancora meglio..sbalorditivo! Si, perché dopo l’addio di Montella e di una buona parte della squadra che ha permesso a Firenze di sognare l’Europa per diversi anni consecutivi, Firenze poteva aveva il diritto di essere scettica. La società, la città e tutta la tifoseria viola hanno preso il nuovo inizio ognuno a modo proprio: la prima con cauto ottimismo, le altre due con un po’ più di delusione e polemica. La storia della Fiorentina fino ad oggi è un po’ come il testo della canzone di Ligabue: “A modo tu, andrai a modo tuo. Camminerai e cadrai, ti alzerai, sempre a modo tuo!”. La Fiorentina camminava alla grande, la botta quest’estate l’ha battuta ma grazie ai nuovi protagonisti si è rialzata in una maniera (fino a qua) impressionante.

    Alonso, Bernardeschi, Kalinic, Ilicic, Borja, Astori, Tatarusanu..per non parlare del nuovo tecnico portoghese e tutto il resto del team.

     

    Partiamo dalla regia: Paulo Sousa non è il tipo di allenatore che si fa mettere i piedi in testa da nessuno e questo lo si capisce dal lavoro meticoloso che fa al Centro Sportivo, dalle reazioni che ha in panchina e perché no..dalle conferenze stampa un po’ misteriose e sfuggenti. Il tecnico viola si presenta la mattina presto ai “campini” per preparare la partita o l’allenamento odierno in maniera puntigliosa, in attesa dell’arrivo della sua squadra qualche ora dopo. Ama non essere prevedibile con il suo consueto cambio di formazione e modulo, e questo manda in confusione la maggior parte degli avversari e anche gli amanti del fantacalcio. Un tecnico orgoglioso e con carattere quindi, che ha saputo rivalutare giocatori come Alonso, Ilicic, Borja e Badelj. I quali nelle stagioni passate avevano perso un po’ di verve e di sufficienze in pagella: il primo aveva alcune difficoltà a farsi apprezzare da Montella e buona parte della stagione l’ha passata in panchina ad aspettare il suo momento, il quale pareva non arrivare mai: Pasqual era sempre la prima scelta. Quest’anno è invece un titolare inamovibile, tanto da scatenare il panico in tutta la tifoseria il giorno del suo infortunio. La Fiorentina ha ritrovato anche Ilicic, che nonostante gli insulti, i fischi e l’antipatia che aleggiava in città nell’ultimo anno nei suoi confronti, ha saputo rialzarsi. Con un’unica certezza: ripartire proprio da Firenze. Il giocatore sloveno ha raggiunto numeri importanti, come i gol in Europa League: tanti quanti l’ex viola Adrian Mutu. Batte punizioni degne di nota, rigori e gol su azione. Ci voleva tempo, fiducia e perché no, anche qualcuno che lo sapesse impiegare al meglio. Così come Borja Valero e Badelj, se il primo era partito in maglia viola al 100%, facendo innamorare tutta la tifoseria fin dal primo momento, il secondo non era entrato ancora nel cuore dei fiorentini. Ci sono entrambi adesso! Borja ha ritrovato il suo posto da condottiero, lì in mezzo al campo. Ma si sa, nessun comandante agisce da solo e Badelj è l’altra, perfetta, parte della medaglia.

    Di medaglie in questa squadra fin’ora però ne vanno date tante: dopo tanti giocatori stranieri, Firenze si è innamorata di un giovane ragazzo, non solo toscano ma cresciuto proprio qua, nel vivaio viola. Bernardeschi è il classico esempio del gioco di Sousa: il Mister cambia modulo ogni volta che vuole, ma il nuovo 10 della Fiorentina c’è in ogni posizione. Il ragazzo corre, si fa trovare pronto e colleziona voti alti in pagella, facendo tremare persino Blaszczykowski (infortunio a parte)che è arrivato in città con ottime prestazioni. Anche Kalinic non ha fatto nemmeno per un momento esitare i tifosi: pagato appena 5 milioni di euro (a differenza dei 18 di Mario Gomez), il giocatore croato sta scalando la classifica marcatori a suon di gol. Acquisto azzeccatissimo, insieme ai prestiti del già citato Blaszczykowski e di Astori. Il difensore bergamasco non aveva trovano la gloria a Roma, ma adesso con Gonzalo e Tomovic/Roncaglia completa la difesa viola con precisione e pacatezza.

    Se si parla di difesa però non ci può sfuggire di mente Tatarusanu. Il portiere viola, eccetto qualche errore da “novellino” non sta facendo rimpiangere Neto e con una certa sicurezza nei propri mezzi sventa ogni pericolo vicino alla porta viola. Gli era stato preferito il portiere brasiliano ma Tata con pazienza ha atteso il suo posto da titolare. L’incertezza che aveva nelle prime partite e che avevano anche i tifosi, si è trasformata in freddezza e il rimpianto adesso è solo quello di non averlo visto prima all’opera. Così come per Vecino: il centrocampista è maturato molto a Empoli e la scelta di Sousa e della società di non farlo nuovamente partire, ha dato i suoi frutti.

    Insomma, a calcio si gioca in undici e la Fiorentina questi undici li ha eccome. Dai nuovi ai “vecchi”, nessuno escluso. La Fiorentina sta dettando regole di gran calcio e la tifoseria ci spera. Che sia l’anno buono?!