Le sicurezze di Pioli: undici fedelissimi, agli altri solo pochi minuti

di Matteo Magrini - La Repubblica

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Stefano Pioli ripete: «Dobbiamo continuare sulla strada che abbiamo scelto, acquisire certezze ». Teoria, che si trasforma in pratica. Basta dare un occhio ai numeri. Il tecnico viola ha scelto “una squadra” e su quella (sfruttando anche il vantaggio di non avere impegni europei) insiste. Ci ha messo poco, il mister. Una volta chiuso il mercato infatti Pioli ha puntato deciso su undici giocatori. Questi: Sportiello; Laurini, Pezzella, Astori, Biraghi; Badelj, Veretout; Benassi, Thereau, Chiesa; Simeone. Con una sola eccezione. Quella del terzino destro. Nelle ultime sei partite infatti, Laurini e Bruno Gaspar si sono equamente divisi le maglie da titolari: tre gare dal primo minuto per uno, tre per l’altro. Per il resto, le scelte sembrano sostanzialmente definitive.

Pioli fino ad oggi ha utilizzato 21 giocatori dei 27 che ha a disposizione. Fermi a quota zero presenze ci sono: Dragowski, Cerofolini, Milenkovic, Hristov, Hagi e Lo Faso. Poi c’è Zekhnini che, sfruttando l’emergenza con la quale Pioli si presentò all’esordio con l’Inter, è riuscito a collezionare una presenza da 14 minuti. Poi, pure lui, è scomparso. I sempre presenti, al contrario, sono Sportiello e Astori. Titolari otto volte su otto, e in campo per 762’ su 762 totali, recuperi compresi. Discorso (più o meno) simile per Pezzella, che ha saltato soltanto la sfida con Icardi e compagni. Era appena sbarcato a Firenze e, in pratica, non si era mai allenato con i compagni. Da quel momento in poi però, non è più uscito. Sette partite da titolare, e 666’ giocati. Idem Biraghi. In panca con i nerazzurri, e poi sempre in campo dall’inizio.

Un altro sempre presente è Veretout. Il francese non è mai uscito dall’undici titolare e, anche a livello di minutaggio, è vicino al 100%. L’ex St.Etienne infatti è rimasto in campo per 741’ sui 762 totali. E se Badelj ha nelle gambe qualche minuto in meno (541) è perché ha dovuto saltare una gara per infortunio (Inter) e una (Atalanta) per squalifica. E poi l’attacco. Anche qui Pioli non pare avere troppi dubbi. Di sicuro, non ne ha sul centravanti. Simeone è il titolare. Sempre. Otto volte su otto, per un totale di 686’ giocati. Intoccabili sono pure Chiesa (squalificato a San Siro, poi sempre titolare) e Thereau. Il francese (assente nelle prime due giornate perché ancora a Udine) da quando è arrivato non è mai uscito dall’undici. Sei giornate, sei partite da titolare, per un totale di 442’.

Infine Benassi. Sempre titolare tranne che nella sfida con l’Atalanta. Era, quella, la terza gara in una settimana, e Pioli gli preferì Gil Dias. A proposito. Il portoghese (prima dell’infortunio) era uno dei pochi, tra le riserve, ad entrare costantemente nelle rotazioni. Per lui sette presenze, e 415’ giocati. Poi, c’è Sanchez, con 4 presenze per 228’ complessivi. Gli altri, seppur con qualche alibi (vedi gli infortuni di Saponara o i piccoli guai di Eysseric), fino ad ora sono stati solo comparse. O poco di più.

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roberto
Ospite
roberto

Ripeto da tempo che Babacar andrebbe fatto giocare una partita intera, senza l’incubo di essere sostituito (con fiducia) stessa cosa x Milenkovic

PolemicoViola
Ospite
PolemicoViola

Beh. Se fa giocare sempre gli stessi avrà le sue buone ragioni, tra la quali, di certo, voler dimostrare a Corvino il vero valore di alcuni suoi acquisti (………). Anche perché la caratura dei giocatori la vedi pure in allenamento, diciamocelo. Allora succede che fa giocare un Benassi, finora abbastanza scarso e soprattutto discontinuo, e anche un Biraghi-mina vagante, non potendone proprio fare a meno (evidentemente gli altri sono ancora peggiori). Non me ne vogliano gli interessati e io spero sempre che migliorino strada facendo, però ad ora Bena e Bira non sono delle garanzie. Forse il buon Pioli spera… Leggi altro »

Viceversa
Ospite
Viceversa

Spero che ormai non ci siano più dubbi sull’11 titolare (con Sanchez dodicesimo titolare se c’è da difendere il risultato nell’ultima mezz’ora). E il modulo, anche se nessuno (chissà perché) lo vuole ammettere, è un 4321. L’albero di natale, cioè.

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