Lega Calcio, la Fiorentina punta a una poltrona da consigliere

Di Marco Iaria - La Gazzetta dello Sport

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Come riporta La Gazzetta dello Sport, è una vera e propria corsa alle poltrone quella che sta andando in scena in questi giorni, in vista dell’assemblea di Lega del 7 maggio a Roma. In quella data la speranza del commissario Giovanni Malagò è di completare la governance della Serie A e di concludere così il suo mandato in via Rosellini.

Dopo aver eletto presidente una figura autorevole e super partes come Gaetano Miccichè, incastrare gli altri tasselli del puzzle non sarà facile. Per due motivi fondamentali: gli appetiti delle società per le rappresentanze di “governo” e l’assenza, al momento, di un nome forte per l’amministratore delegato, che secondo il nuovo statuto dovrebbe essere l’elemento-chiave per lo sviluppo collettivo della Lega. Tutto questo si intreccia con la partita dei diritti tv che non è affatto conclusa: è vero che Mediapro se li è aggiudicati con un’offerta al rialzo (1050 milioni a stagione) ma ora deve rivenderli, e nel modo migliore possibile per assicurare la giusta copertura televisiva al campionato. Uno snodo cruciale sarà domani, quando l’intermediario spagnolo dovrà depositare in Lega la fideiussione a garanzia della prima stagione, in uno scenario reso incerto dalla sospensione del bando da parte del Tribunale di Milano che ha accolto il ricorso di Sky e terrà l’udienza il 4 maggio.

Nel frattempo sono state avviate le consultazioni da Malagò e Miccichè per scremare le candidature dei club: sono il doppio rispetto ai posti disponibili. Juventus, Lazio, Roma e Sampdoria per i due posti da consigliere federale; Atalanta, Bologna, Cagliari, Fiorentina, Inter, Milan, Napoli e Udinese per i quattro posti da consigliere di Lega. Ci sono veti incrociati, e questo è un problema.

I lotitiani da una parte, i cosiddetti “riformisti” dall’altra, e al loro interno le aspirazioni differenti tra grandi e medio-piccole. Si cercherà di trovare un compromesso per evitare lo scontro alle urne e rappresentare tutte le “anime” della Lega. Un gioco politico da cui si è tirato fuori Urbano Cairo, che si era attivato nei mesi scorsi per individuare l’a.d. della Lega arrivando a un soffio dall’ingaggiare Javier Tebas, n.1 della Liga che ha appena inaugurato la nuova avveniristica sede dove lavorano 291 persone (in Lega sono un decimo!).

«Abbiamo perso un’occasione incredibile di avere un grande manager come Tebas – ha detto il patron del Torino a Gr Parlamento -, con la melina di alcune società che hanno rimandato l’assemblea per aspettare Malagò. Tebas ha capito che l’Italia sarebbe stata una palude come di fatto è, accettando il raddoppio dello stipendio della Liga. Mi sono disamorato della Lega, vedendo che c’era troppa politica e un malcostume incredibile ho preferito dedicarmi a cose su cui posso decidere e operare, la Lega la gestiscano gli altri e speriamo che facciano bene».

Sfumato Tebas, i nomi rimasti per l’a.d. non convincono, a parte Domenicali che però difficilmente lascerà la Lamborghini. Malagò ha escluso dalla contesa De Siervo e spinge per Perrelli, uscito da Hsbc, ma dal settore bancario arriva già Miccichè; dalla selezione di Egon Zehnder erano emersi Kahale e Dal Pino. Poi c’è pure da scegliere il consigliere indipendente, tra Casasco, Bianchedi e Panzironi. Il 7 maggio si avvicina, alcuni club sembrano rassegnati e confidano nelle doti politiche di Malagò: che sia il commissario, come con Miccichè, a tirar fuori dal cilindro il pacchetto vincente?

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IL LIBANESE
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IL LIBANESE

Se si tratta di poltrone,quindi di spartizione di potere e di quattrini,
io un decino su Gnigni lo metto.

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Tifoso
1_cliente

Consiglieranno che scarpe mettersi nei festivi.

vecchio criticone
Ospite
vecchio criticone

io propenderei per il rinnovamento e quindi farei il nome di Franco Carraro

irishman
Ospite
irishman

Oh signore… conati di vomito a ripetizione…

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