L’esempio dello Juventus Stadium: 200 mln di ricavi in 5 anni, quasi 5 milioni di spettatori

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    juventus stadiumCinque anni fa si giocava la prima partita ufficiale allo Juventus Stadium, stadio di proprietà dei bianconeri. Esempio al quale guarda anche la Fiorentina, con l’obiettivo nuovo stadio alla Mercafir. Non solo stadio, una struttura in grado di lavorare a 360°. Ecco un po’ di numeri, in un articolo della Gazzetta dello Sport:
    Cento vittorie, 4.916.000 spettatori, 200 milioni di ricavi. Lo Juventus Stadium compie cinque anni e la mente corre a quella serata dell’8 settembre 2011 quando tutto cominciò, con i fuochi d’artificio, il «benvenuti a casa» pronunciato da Andrea Agnelli e l’amichevole vintage contro il Notts County che nel 1903 donò le maglie bianconere alla squadra torinese fino a quel momento vestita di rosa. Fortino dei giocatori, vessillo della dirigenza, lo Stadium ha accompagnato il ritorno al vertice della Juve e ne ha contraddistinto l’ambizione di coniugare i risultati sportivi con quelli aziendali ed economici. Si sperava che l’esempio dell’impianto di proprietà sarebbe stato seguito dalle altre, in modo da risollevare lo stato deprimente delle infrastrutture calcistiche in Italia. Lo hanno fatto Sassuolo e Udinese, ma l’ondata di rinnovamento è evaporata tra plastici, leggi e una diffusa miopia gestionale. È stato anche grazie a questa eccezione che la Juve ha tracciato un solco sempre più ampio con la concorrenza.

    IMBATTIBILITà La favorevole congiuntura tecnica – l’avvio del ciclo vincente di Conte, le scelte azzeccate sul mercato – ha fatto sì che la vita del nuovo stadio fosse in discesa. Lo Stadium, finora, ha conosciuto solo scudetti. Certo, non si può dire altrettanto in Europa, ma il bottino complessivo resta sontuoso. In questi primi cinque anni allo Stadium la Juventus ha vinto 100 partite (compresa quella della prima giornata 2016-17 con la Fiorentina), pareggiandone 24 e perdendone solo 5, tra campionato, Coppa Italia, Champions ed Europa League. Dalla sua inaugurazione la casa bianconera è rimasta inviolata per oltre un anno: 28 partite senza k.o. (coppe incluse) prima del 3 novembre 2012, quando l’Inter s’impose 3-1. Successivamente i bianconeri hanno fatto ancora meglio: 47 gare utili consecutive in tutte le competizioni, dal 21 aprile 2013 al 5 marzo 2015.

    PROGETTO 
    La Juve ha costruito la sua rinascita e i suoi trionfi tra le mura di casa, che prima dello Stadium, ai tempi del Delle Alpi, apparivano fredde e infide. Con un bacino d’utenza disseminato su e giù per la Penisola, l’impianto di gioco era stato un problema più che un’opportunità per la squadra più tifata d’Italia. Pallino dell’ex a.d. Giraudo, lo stadio di proprietà si è finalmente materializzato nel 2011 al termine di una laboriosa gestazione: 150 milioni d’investimento, compresi i 25 per il diritto di superficie di 99 anni e i 15 per migliorie progettuali e museo. La Juve ce l’ha fatta indebitandosi con il Credito sportivo (60 milioni) e cedendo gli spazi commerciali a Nordiconad (20) e i naming rights a Sportfive (75) che poi non è riuscita a trovare uno sponsor.

    BUSINESS 
    I ricavi da gara sono impennati potendo contare su una struttura polifunzionale: quadruplicati rispetto al passato, per un totale di 200 milioni in cinque anni, comprese le attività collaterali (1,5-1,8 milioni dal museo). Andare allo Stadium per la partita è una festa, soprattutto per i più piccoli (62.500 persone truccate nel 2015-16), frequentare lo Stadium durante la settimana per meeting e banchetti è un’abitudine, come dimostrano i 140 eventi “no match-day” della scorsa stagione. I 40mila posti sono quasi sempre esauriti con il 92% di riempimento, che sale al 95% se si esclude il settore ospiti ed è in netta controtendenza rispetto al 54% medio della A. La Juve ha inanellato 4.916.000 spettatori e a volte l’impressione è che lo Stadium le stia un po’ stretto, anche perché tra gli abbonati il 6% arriva dall’estero. Non male.