L’esercito dei prestiti di rientro. Cresciuti o ancora immaturi, su chi puntare?

0



Rossi Rebic

Venticinque. Come i giocatori che la Fiorentina ha in prestito tra Italia ed Europa, e che tra qualche settimana torneranno a tutti gli effetti giocatori viola. Giovani, meno giovani, esuberi, pianticelle da annaffiare o ragazzi ancora non abbastanza maturi per il grande salto. Un esercito di giocatori, in pratica una rosa intera pronta a rientrare alla base. Qualcuno di loro si allenerà con la Primavera, altri andranno in ritiro a Moena, altri ancora non vedranno il colore viola in attesa di nuove esperienze. Futuro incerto per tutti, insomma. Valutazioni da fare, tra la squadra mercato viola e Paulo Sousa. Sarà l’allenatore, in molti casi, a valutare e decidere se credere in qualche giocatore. In qualche ragazzo di belle speranze, magari. Quest’anno, per di più, il nuovo regolamento quasi lo impone(LEGGI QUI).

Si parte, in ogni caso, dal più prestigioso dei viola in prestito, ormai non più giovane ma facente parte di quel gruppo di giocatori che, con un guizzo, possono decidere una partita da soli. Giuseppe Rossi. Odi et amo, con Paulo Sousa. Dargli spazio ma con il contagocce, preservarlo e affidargli un percorso a tappe per farlo tornare il vero Pepito: così fece il portoghese da luglio a gennaio scorso con il numero 22 viola, poi partito per Levante per capire chi fosse. Risultato: 6 gol e 2 assist in 17 partite. Puntare di nuovo su Rossi, che in questo anno ha dato comunque garanzie fisiche? Oppure concludere definitivamente la storia d’amore tra Pepito e la Fiorentina (visto che ha contratto in scadenza a giugno 2017)? Sousa ci deve pensare, insieme alla società, e la decisione verrà presa a breve.

Poi si passa ai ragazzi. Ai giovani che hanno dimostrato di essere già pronti per buoni livelli. Il primo nome è quello di Leonardo Capezzi. 21 anni, e un ruolo da attore protagonista nella cavalcata del Crotone verso la Serie A. Lasciarlo in Calabria, al primo anno nella massima serie, con un posto da probabile titolare, o riportarlo a Firenze con il rischio di giocare meno? Il dubbio è grande. Due anni fa, con Bernardeschi e Babacar, Montella dopo il ritiro di Moena aggregò in pianta stabile i due ragazzi, reduci da un’annata strepitosa a Crotone e Modena.

Poi ci sono i difensori, che in un reparto da rifare potrebbero non essere un peso. Anzi. Gianluca Mancini (’96) e Ricardo Bagadur (’95). Il primo molto positivo in tutta l’annata a Perugia, il secondo tra i pilastri della Salernitana da gennaio in poi, subito integratosi in B. Molto bene, ma in Lega Pro, Saverio Madrigali (’95), ottimo con l’Arezzo e già alla seconda esperienza tra i professionisti (due anni fa al Pontedera). Tra gli esterni, invece, rientrerà il brasiliano Gilberto (’93), dopo sei mesi complicati nel Verona retrocesso in B. Storia diversa per Lorenzo Venuti (’95) e Luca Zanon (’96), che già provarono a mettersi in mostra un anno fa a Moena: il primo a Brescia ha vissuto una stagione tra alti e bassi, ma con finale in crescendo e con continuità; il secondo non ha praticamente mai giocato nell’Entella, sempre in B.

A centrocampo, oltre a Capezzi, tanti i giocatori che rientreranno dai prestiti. Il più suggestivo è Rafal Wolski (’93), che con ogni probabilità non sarà riscattato dal Wisla Cracovia. Il polacco non è mai stato valutato da vicino da Sousa, visto che un anno fa era già in prestito: che possa avere una nuova chance, magari a Moena? Poi Marko Bakic (’93), uno che invece con Sousa partì bene nello scorso ritiro, per poi infortunarsi e andare in prestito, da gennaio, al Belenenses. In Portogallo il montenegrino si è ritrovato, dopo un paio d’anni non facili. E’ andato benissimo, poi, al primo anno in prestito, Jacopo Petriccione (’95): ex capitano della Primavera, trascinatore alla Pistoiese in Lega Pro.

Tra alti e (molti) bassi, invece, Amidu Salifu (’92, tra Perugia e Brescia), Joshua Brillante (’93, al Como) e Marco Berardi (’96, Pordenone). Diversi problemi anche per Nicolò Fazzi (’95), uno dei migliori prospetti delle giovanili viola frenato quest’anno da continui problemi fisici. L’anno scorso, a Moena, fu comunque uno dei più propositivi. Anche Filippo Bandinelli (’95), a Latina, ha avuto spazio con discontinuità, soprattutto per la folta concorrenza.

E’ andato a picchi alterni, a Verona, Ante Rebic (’93), che nei primi sei mesi a Firenze si era ritagliato comunque discreto spazio (per necessità, soprattutto). Che fare con il croato? Caso da risolvere. Mentre andranno con ogni probabilità a giocare altrove Diego Peralta (’96), Axel Gulin (’95) e Cedric Gondo (’96), tre giocatori che hanno vissuto stagioni diverse: il primo risorsa preziosa, a tratti imprendibile, per il Pisa di Gattuso in Lega Pro; il secondo quasi sempre in panchina tra Pordenone e Catania; il terzo, alla prima esperienza in B, è riuscito a ritagliarsi spazio saltuario con la Ternana. Infine Steve Leo Beleck (’93), oggetto misterioso arrivato a Firenze nell’operazione Cuadrado: al Cluj molte ombre e poche luci.

Parentesi finale per i giovani portieri Lorenzo Bardini (’96) e Alessandro Bacci(’95), quasi sempre in panchina per tutta stagione. Oltre che per i due uruguaiani, Jaimé Baez (’95) e Andres Schetino (’94), reduci dalla negativa esperienza a Livorno, inglobati nella crisi amaranto verso la retrocessione. Detto poi che, se il Besiktas non eserciterà il diritto di riscatto, uno dei rientri dal prestito – e dunque da gestire – sarà anche Mario Gomez. Chissà che il tedesco, alla fine, non possa rimettere piede a Firenze anche solo per qualche allenamento…