L’eterna sfida di Ilicic con il ‘suo’ Palermo. Lacrime e gol, in cerca di una chance

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Prima la città che lo ha portato in Italia, coccolato, eletto a ‘fenomeno’; poi terra di conquista, considerato ‘traditore’, con tanti fischi e infine ondata di applausi. Questo è Josip Ilicic, questo il rapporto con la ‘sua’ Palermo. 107 partite in rosanero, con 25 gol e 18 assist. Giocate, gol, ma anche discontinuità e periodi di buio. L’essenza di Ilicic, insomma. Arrivò in Sicilia nell’agosto 2010, dopo che con il suo Maribor aveva sfidato il Palermo (e pure segnato) ai preliminari di Europa League. Prima stagione boom, con 8 gol e 8° posto in classifica nel Palermo di Pastore e Miccoli, con anche la finale di Coppa Italia (persa contro l’Inter). Quindi la 2° annata con appena 2 gol in campionato, ed il 2013/2014 con 10 centri da trascinatore, con la salvezza prima rincorsa e poi non centrata. A condannare i rosanero a quella retrocessione in B fu proprio… la Fiorentina, alla penultima giornata. Con lo sloveno ko nelle ultime 2 gare per infortunio.

Domenica Josip Ilicic, dopo 135 partite in maglia viola, torna nella ‘sua’ Palermo. Diventata, da un paio d’anni, terra di conquista. A suon di vittorie e gol. Lo sloveno, in viola, ha infatti vinto 3 incroci su 4 contro i rosanero. Segnando, tra l’altro, 3 gol in 4 incontri. Sempre… al Barbera. Sempre di fronte ai suoi ex tifosi. Ritorno particolare, quello del maggio 2015. Fiorentina in lotta per il 4° posto, Ilicic fischiatissimo dal primo minuto. Eppure a sbloccare la sfida è proprio lui, Josip, con una bordata da fuori. Le scuse, le lacrime, e i fischi si trasformano subito in applausi. Così come qualche mese più tardi, sempre al Barbera, nello scorso campionato: Ilicic devastante con una doppietta, prima con tunnel e tocco sotto, poi con piazzato dal limite.

Lo sloveno non gioca titolare da tre partite, dal 2-2 di Genova con la Sampdoria. Quando Sousa lo tolse addirittura nell’intervallo, dopo prova deludente, per far spazio a Kalinic. Non segna addirittura da Fiorentina-Genoa 3-3, del 29 gennaio scorso: sono passati tre mesi, e nel frattempo il conteggio dei pali è salito a 7 stagionali per Ilicic. Sfortuna, imprecisione, gol (e punti) persi. Ultimo legno nel ko contro l’Empoli (si era sull’1-1, poteva dare la vittoria ai viola). Contro l’Inter, invece, la faccia migliore di Ilicic: il trascinatore, in grado di giocare a tutto campo, di cambiare volto alla sua squadra.

“E’ una mia sconfitta”, ha confessato Sousa qualche mese fa. Da protagonista a comprimario, è tornato discontinuo e poco incisivo. In zona gol e non solo. Una stagione complicata di Ilicic, dopo il ruolo centrale vissuto nel 2016. Il futuro sembra sempre più lontano da Firenze, eppure cerca un’altra chance proprio al Barbera. Per colpire ancora il ‘suo’ Palermo.