L’ex allenatore viola Eriksson forse al Mondiale di Russia come Ct dell’Australia

Di Francesco Guerrieri - Corriere dello Sport Stadio

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Sven Goran Eriksson

Come riporta il Corriere dello Sport Stadio, sguardo sicuro dietro i suoi occhiali. Personalità. Per lui parla il palmarés. Bacheca strapiena. In sottofondo un coro: «Sven Goran Eriksson, la la la la la», vecchi ricordi di un allenatore svedese diventato eroe a Roma (una Coppa Italia in giallorosso, uno scudetto, due Coppe Italia, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea e due Supercoppe italiane in biancoceleste). E tanto per gradire anche una Coppa Italia con la Sampdoria e due anni con la Fiorentina. Poi il giro del mondo tra Inghilterra, Messico, Costa D’Avorio, Thailandia (!), Emirati Arabi e Cina. Ma non basta. Perché alla bellezza di 69 anni è pronto a rimettersi in gioco. Altro giro altra corsa. Dove andrà a finire adesso? Australia. Lo svedese potrebbe diventare il nuovo ct e guidare la nazionale al Mondiale. la situazione. In Australia si sono ritrovati qualificati per Russia 2018 ma senza un allenatore dopo le dimissioni a sorpresa di Ange Postecoglou. Il motivo? «Ho speso molto a livello mentale e nervoso, dopo una lunga riflessione ho deciso di concludere la mia avventura». Troppo gli è costato quel doppio spareggio contro l’Honduras per conquistare l’accesso al Mondiale (0-0 all’andata, 3-1 al ritorno). le scelte. E ora come si fa? La Federazione australiana ha già fatto sapere che prenderà una decisione finale verso febbraio, quando mancheranno quattro mesi all’inizio del torneo. Per adesso la panchina è scoperta, i dirigenti stanno valutando una rosa di nove nomi tra i quali ci sono anche Jurgen Klinsmann, Gianni De Biasi e Marcelo Bielsa. Mica male come lista.

La concorrenza è tanta ma Eriksson al Mondiale ci punta per davvero: «Sarei interessato – ha spiegato lo svedese ai microfoni dell’Herald Sun – stiamo parlando di un grande Paese e di una nazionale che va sempre ai Mondiali». poker mondiale?

Tre volte, ci è andato anche lui. Nel 2002 ha guidato l’Inghilterra di Owen e Beckham fino ai quarti di finale dopo aver superato un girone di ferro con Svezia, Argentina e Nigeria e aver vinto con la Danimarca agli ottavi. Il crollo è arrivato contro il Brasile per un errore del portiere Seaman: Ronaldinho su punizione tira da casa sua e infila il pallone sotto l’incrocio. Tiro preciso, ma non proprio impossibile da parare. Fatto sta che l’Inghilterra è fuori. Eriksson ci riprova nel 2006 ma il risultato è sempre lo stesso: fuori ai quarti. Stavolta con il Portogallo. Prima dell’inizio del Mondiale però in Inghilterra scoppia una bufera: il ct viene registrato mentre parla con uno sceicco pronto a prendere l’Aston Villa (poi si scoprirà che era un giornalista mascherato), lo svedese dice di essere pronto a lasciare la panchina dell’Inghilterra dopo il torneo e andare ad allenare il club inglese. Lascia la nazionale ma all’Aston Villa non ci andrà mai. Si riaffaccia in un Mondiale nel 2010, quando sulla panchina della Costa D’Avorio non va oltre la fase a gironi. Ora è pronto al poker di partecipazioni, perché a 69 anni è pronto a rimettersi in gioco.