L’incognita sosta alla ripresa. Dal Pescara al Parma: ‘spauracchio’-Befana

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    Juventus-Fiorentina, SousaL’incognita legata alle partite post-sosta. Ed un trend nelle partite giocate nel giorno dell’Epifania da invertire. La Fiorentina entra nella settimana verso Palermo con un paio di tabù da infrangere, all’orizzonte. Perché quando si torna in campo, dopo due fine settimana passati prima a ‘mangiare panettoni’, poi a porre carichi di lavoro sulle gambe (una sorta di richiamo di preparazione), l’impatto col terreno di gioco, di fronte all’avversario, non sempre risulta brillante. Aspetti fisiologici, che la Fiorentina di Sousa vuole però abbattere con la concentrazione e la ‘fame’ (calcistica, non dolciaria) di chi vuole continuare ad essere protagonista. Di fatto, la squadra viola quest’anno in quanto ad approccio alle gare ha veramente poco da rimproverarsi. Non a caso, la Fiorentina è la squadra che fa (di gran lunga rispetto alle altre) più punti di tutti nei primi tempi, con record anche di gol fatti (19). Segno che la mentalità è quella giusta.

    Resta, però, un trend da invertire, e da portare in positivo, nelle gare immediatamente post-sosta. Perché negli ultimi tre anni e mezzo, dall’inizio del ciclo-Montella ad ora, la Fiorentina ha vinto appena 6 delle 16 partite post-sosta (per Nazionali o festività). Uno score risicato, senz’altro da migliorare. Anche quest’anno, con Sousa, arrivò subito la vittoria contro il Genoa (1-0) nella gara dopo la prima sosta per le Nazionali, poi la sconfitta di Napoli (1-2) dopo la sosta di ottobre e il pari interno (2-2) con rimonta contro l’Empoli nella ripresa dopo la sosta di novembre. Mercoledì 6 gennaio, a Palermo, sarà una gara insidiosa, ma da portare a casa per continuare la marcia verso la vetta.

    Già, il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, è un altro mezzo tabù per la Fiorentina. Sconfitte pesanti e imponderabili, o drammi calcistici hanno colpito la Fiorentina negli ultimi tre incroci nei giorni di Befana. Nel 2013 tutti ricordano il clamoroso 0-2 casalingo contro la matricola Pescara, per un tonfo pesante della prima Fiorentina di Montella. L’anno successivo, il 2014 (era però il 5 gennaio), arrivò sul campo la vittoria 1-0 contro il Livorno, ma dal terreno del Franchi uscì in lacrime al minuto 71 Giuseppe Rossi, con il nuovo infortunio al ginocchio che stoppò Pepito nel momento più bello della sua storia in viola. La scorsa stagione, 6 gennaio 2015, ecco invece un’altra sconfitta clamorosa: 0-1 a Parma, con i gialloblu in piena crisi economica e di risultati.

    Mercoledì 6 gennaio, al Barbera, la Fiorentina sfida i rosanero e le incognite legate alla ripresa dei giochi. Con la speranza che, nella calza della Befana, stavolta ci siano soltanto dolci e gioie… viola.