L’Italia e l’infortunio di Rossi, Da El Shaarawy a Giovinco, quanti desaparecidi..

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    Rossi al Cto 1L’incoraggiamento del ct è stato immediato: «Forza Giuseppe, noi ti aspettiamo, l’Italia ti aspetta», il messaggio del ct. Conoscendo Prandelli, non c’è da dubitarne. Il tecnico azzurro lascerà aperta fino all’ultimo la porta della nazionale all’attaccante della Fiorentina. E non solo per una valutazione tecnica.
    Il lato umano diventa prevalente: a causa delle operazioni al suo ginocchio, Rossi è già stato costretto a saltare gli Europei 2012, dove avrebbe fatto reparto con Cassano e Balotelli, con ottime possibilità di partire titolare. Due anni dopo, è ancora costretto a lottare contro l’ansia, l’infortunio, l’incertezza. C’è speranza, anche fiducia, nell’ambiente azzurro. Ma dipenderà dai medici, il responso è nelle loro mani. Il ritiro pre-mondiale è fissato per il 25 maggio, in quattro mesi e mezzo il destino potrebbe concedere una tregua al viola.
    Prandelli era felicissimo di avere ritrovato “Pepito”, tornato in fretta al centro del progetto per i mondiali, a far coppia con Balotelli. Ora c’è l’obbligo, viceversa, di pensare all’attacco azzurro per il Brasile anche sotto la formula delle ipotesi, almeno al cinquanta per cento, per quanto riguarda il compagno di Balotelli. Detto che la soluzione più attesa passa attraverso il recupero di Rossi, passiamo alle altre, possibili, soluzioni. Con il modulo attuale della nazionale, il 4-3-1-2, come seconda punta si candidano attaccanti già utilizzati più volte e che Prandelli conosce benissimo, come Osvaldo e Gilardino. Anche se il ct, recentemente, aveva fatto sapere di non essere rimasto soddisfatto dal doppio centravanti. Ma c’è da pensare a una situazione nuova. Una seconda punta come Rossi non è facile da individuare.
    In Polonia c’erano Cassano, Di Natale, Giovinco, Borini. Ma con il primo (“Ho possibilità zero di andare al mondiale”, la consapevolezza del barese) ci sarebbe tutto un rapporto con la nazionale, non solo con Prandelli, da ricostruire. Per Di Natale gli anni passano, Giovinco è quasi sparito nella Juventus, Borini è quasi disperso in Inghilterra. Un anno fa, di questi tempi, il titolate era El Shaarawy, ma fra crisi e infortuni è uscito dal giro. Sta risalendo Destro, resta buona la candidatura di Insigne. Vecchi draghi come Totti o Toni potrebbero tornar utili in caso di emergenza estrema.
    Se Rossi non dovesse recuperare in tempo, con tutti gli scongiuri conseguenti, Prandelli, come ha già fatto del resto in Confederations, potrebbe studiare anche una nazionale a una punta, con gli inserimenti dei centrocampisti e due esterni in appoggio, e in questo caso nuove e migliori chance le avrebbe per primo Cerci, già candidato a entrare fra i 23 per il Brasile. Prima di tutto, comunque: forza Pepito, con la Fiorentina e Montella, ti aspettano anche Prandelli e la nazionale.