Lo sgambetto dell’ex Matri. E Gomez delude…

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    matri gol fiorentina juventusCOPPA di miele per Allegri e di amarissimo fiele per Montella. Juventus di forza e di orgoglio, da leonessa ferita che si riprende la preda, con Matri a sorpresa che ha fatto anche la parte di Tevez. Fiorentina irriconoscibile, arrivata senza personalità, senza gambe e senza centrocampo all’incrocio decisivo per la finale, e che ha sprecato, scottatissima, il vantaggio di Torino. Difesa viola in tilt, mentre Gomez, nel momento che contava, è stato di un’ingombrante trasparenza. Un pieno di fiducia per la Juve in vista della Champions. Delusione pesantissima per la Fiorentina e per Firenze. Nel balletto degli attaccanti, fra assenti e presenti, Tevez fuori in mattinata per un affaticamento muscolare e rispedito subito a Torino per precauzione Champions, Matri riemerso a sorpresa, Gomez diesel e turbo Salah, a intrecciare la voglia di vendetta bianconera dopo la sconfitta dell’andata ha provveduto l’ex (di tante) fra sfumature varie di rivalsa anche personale e sudori freddissimi di parte viola. Matri non era previsto da nessun canovaccio della vigilia. Il gran clamore di questo tempi intorno a Tevez è stato ridotto al silenzio dalla notizia del suo piccolo problema muscolare, quanto è bastato ad Allegri per non rischiarlo, in previsione del Monaco. Llorente, che pure aveva segnato a Torino, tenuto fuori e Matri che si è ripreso il suo quarto d’ora di celebrità con il tocco di prontezza e mestiere, nell’area piccola, dell’uno a zero. In un’azione nata da un passaggio complicato di Gomez a Borja Valero a centrocampo, palla persa dallo spagnolo e viola presto con molte certezze in meno. Gomez che la prima, e unica, cosa giusta l’ha fatta dopo quaranta minuti, ma a quaranta metri dalla porta, mentre Salah si è acceso in fretta, con un paio di sprint, per restare però fuocherello, e spengersi strada facendo. A colpire di nuovo è stato così Pereyra, fino al sigillo di Bonucci. Di Matri, uno dei protagonisti di questa Juventus incompleta solo nei nomi ma completissima per carattere e rendimento, da apprezzare, oltre al gol, ci sono stati molti aspetti della sua partita, da non far rimpiangere per una sera Tevez. Se Matri non ha segnato di nuovo, è stato per la bravura di Neto. Il Gomez di ieri sera, per tutto quello che non ha fatto, sostituito nella ripresa per disperazione da Montella con Babacar, di rimpianti invece ne ha sollevati moltissimi, lasciando molto sola la Fiorentina là davanti. E allora, come sintesi finale, Matri per il realizzato sogno bianconero e Gomez simbolo dell’incubo viola. E’ andata così. Per la soddisfazione piena, meritata, da padrona della Juventus e la resa, clamorosa e dolorosa, della Fiorentina.