L’obiettivo di Astori: vincere e riportare ottimismo a Firenze

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    astori gonzalo terza magliaPorta la nuova terza maglia della Fiorentina, di un curioso color arancio, con grande autorevolezza: d’altra parte è o non è una delle colonne viola? Beh, uno con il suo fisico può fare anche la colonna color… granita, si tratta di Davide Astori. Firenze, cuore della città, il Duomo con la sua abside poco lontana. E’ giorno di firme e di autografi, è giorno per cercare di recuperare affetto da parte della gente che, sia chiaro, per la squadra mai è stata avara, ma sono i Della Valle che hanno bisogno adesso della squadra, di tutti, per far tornare un po’ di entusiasmo. L’amore è ampiamente dimostrato dagli oltre ventimila abbonamenti (comunque il dg Rogg, nonostante i viola siano per supporter secondi solo alla Juventus – elemento sottolineato dallo stesso Astori – annuncia che gli acquisti stanno ancora continuando), ma è quel senso di insoddisfazione nei confronti del calcio mercato ben rappresentato dalla lettera-manifesto trasmessa dagli ultrà delle due curve, che pesa. La distanza non è nei confronti di Corvino (per lui fin qui solo apprezzamenti), neppure nei confronti di Paulo Sousa applaudito alla consegna del Torrino d’oro e che ha fatto sapere a tutti che «Firenze è la mia città» commovendosi all’inno viola, bensì verso la proprietà. E’ vero che la…diplomazia sotterranea sta già lavorando, ma sono loro, i giocatori, che possono suturare sul serio la ferita. Giocando, convincendo. Ottenendo risultati, una buona classifica. E Astori lo sa benissimo e da colonna viola o arancio, trova assolutamente le parole giuste. Iniziando dalla battaglia di domenica, a Genova, appuntamento da non fallire. Occasione da battaglia vera, specialmente per lui opposto, probabilmente, a un altro guerriero, Pavoletti. E Astori si prepara, alla baionetta. Così scrive Il Corriere dello Sport – Stadio.

    «Pavoletti è un attaccante moderno, uno che ha dimostrato di saper far gol a tutte le squadre, sarà difficile da marcare, è un attaccante forte che ha fame e che segna molto». Battaglia fra gente alla quale non manca certo l’appetito calcistico. Ed eccoci a quel clima che circonda la città, quella passione rappresa, quei dubbi, quelle incertezze sul futuro. «Lo scetticismo, attacca Astori, si cancella partita dopo partita, dobbiamo dare entusiasmo alla piazza». Vincere e comunque trasmettere alla gente la determinazione di chi crede di poter giocare un ruolo importante nel campionato. Una squadra che può e deve trasportare il tifo viola, come nei momenti migliori.