Locri, squadra ritirata per minacce. Anche Patrizia Panico al fianco delle ragazze

    0



    panicoSono arrivati messaggi di solidarietà e incoraggiamento da tutta Italia. Però a Locri, il paese in provincia di Reggio Calabria di cui in queste ore tanto si parla per l’assurda vicenda della squadra femminile di calcio a 5 che ha annunciato il ritiro dal campionato di Serie A a causa di minacce da parte di ignoti, nessuno cambia idea. “Ringrazio tutti per la vicinanza e il sostegno, ma la serenità non c’era prima e non c’è ora per cui non torno indietro. Se qualcuno è disposto a rilevare la società la cedo gratis” ha detto il presidente dello Sporting Locri, Ferdinando Armeni, confermando all’Ansa la decisione presa poco prima di Natale, dopo aver trovato un biglietto – l’ennesimo – vicino al finestrino posteriore dell’auto, in direzione del seggiolino utilizzato per la figlia di tre anni e mezzo. C’era scritto: “Resterai a terra come queste ruote… chi si siede qui solitamente?”.
    TAVECCHIO: “VERGOGNA!” — “Vergogna, porteremo a Locri le azzurre del calcio a cinque per testimoniare la nostra solidarietà” ha commentato il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, testimoniando tutto il suo sdegno. “Il calcio italiano è unito contro la violenza e contro la vergogna di chi attraverso la minaccia non vuole si faccia sport. Esprimo massima solidarietà allo Sporting Locri, ai suoi dirigenti e alle sue tesserate, la Figc è al loro fianco. Andremo in Calabria affinché nel meridione d’Italia non si spenga una bella realtà di sport in rosa”. Sostegno anche dal presidente del Coni, Giovanni Malagò: “Locri deve giocare. Il 10 gennaio voglio vedere le ragazze in campo. Lo sport italiano è al fianco della società Sporting Locri, dei suoi dirigenti, dei tecnici e soprattutto delle atlete che non devono assolutamente cedere a questi vergognosi gesti, intollerabili in un Paese civile. Sono a disposizione per qualsiasi iniziativa necessaria a far tornare le ragazze in campo”.

    PANICO: “NON MOLLATE” — Anche l’attaccante della Fiorentina Patrizia Panico, capitano della Nazionale femminile, invita a non restare negli spogliatoi: “Sono indignata e impressionata perché si tratta di una cosa gravissima, sconcertante, però la migliore risposta a simili nefandezze è quella di non mollare. Oltre a essere dispiaciuta per quanto successo, penso anche alle mie colleghe che escono ancora più penalizzate da questa vicenda, non potendo più fare affidamento sul campionato e sui rimborsi. Io direi loro di non ritirarsi, ma di giocare semmai in altre città, dove troverebbero accoglienza e tifo. A parte questo, mi piacerebbe che la giustizia svolgesse il suo ruolo, perché tutte queste piccole attività non si possono lasciare alla gestione individuale che poi deve confrontarsi con la criminalità organizzata. Lo Stato deve intervenire”. Questo riporta Gazzetta.it.