Macia: “Faremo una Fiorentina ancora più forte. I giovani…”

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    Pradè, Macia, CognigniIl direttore tecnico e responsabile del settore giovanile della Fiorentina, Eduardo Macia, ha parlato a Lady Radio. Ecco le sue parole: “La gara di stasera della Primavera è un premio per i ragazzi, per il lavoro di tutto l’anno. Al di là del risultato, è un premio per il lavoro iniziato due anni fa. Parte dell’identità di una società la danno i giovani, quelli che crescono con noi. Dobbiamo pensare di tenere i giovani il più possibile: poi non tutti possono entrare in prima squadra, ma magari possono essere utili in Serie A. Obertan a Liverpool non ha sfondato? Era un giocatore di livello, ma al Livepool avevamo giocatori di livello, mentre altri giovani, come Lucas Leiva, sono poi emersi e diventati grandi giocatori. I giovani? La formazione di un calciatore non è solo calcistica, ora il calcio è diventato molto competitivo, e bisogna curare tutti gli aspetti della vita, anche per il post-carriera calcistica. Per far diventare loro persone più forti. Oggi bisogna gestire la pressione, un giocatore deve pensare in campo, lavorare molto con la testa. Nel nostro calcio bisogna trovare l’identità, formare meglio i talenti nostrani. Noi monitoriamo il mercato internazionale per portare giocatori importanti a Firenze, ma se non si controlla la tua regione, in Toscana, e non controlli in Italia, non puoi pensare di andare direttamente all’estero. Ad un giovane poi bisogna dare fiducia, bisogna farlo sbagliare ed imparare dai suoi errori. Babacar e Bernardeschi? Valutiamo tutti gli aspetti dopo la finale di Coppa Italia. Abbiamo le idee molto chiare, ma ne parleremo dopo la coppa e dopo aver raggiunto il quarto posto. Come migliorare il calcio italiano? Intanto i campi in Italia sono spesso disastrosi, pieni di buche e zolle. Come fai a fare bel calcio così? È un’arma per chi va contro questa idea di gioco, mentre in Spagna e all’estero l’erba è curata benissimo. Poi anche gli allenatori hanno bisogno di meno pressione, perché se uno ha l’idea che se perde tre partite può essere esonerato non porta avanti un progetto, ma cambia in continuazione modulo e giocatori. La partita di stasera? Sono due squadre in testa alla classifica del proprio girone. Noi abbiamo la nostra identità, come Fiorentina, sarà una partita in cui si affronteranno due modi di gioco diversi. Nel settore giovanile c’è un percorso di formazione, e la vittoria fa parte di questo percorso. Bisogna soprattutto capire come vincere, con prestazioni e mentalità vincente. E gestire le sconfitte. Non bisogna cercare alibi nelle sconfitte. Il salto dalla Primavera – che è quella più giovane del campionato – alla prima squadra non è facile, ma giocatori come Venuti, Madrigali, Gondo, Bangu, Capezzi, sono elementi importanti, e infatti Montella ogni tanto li porta con sé. È giusto che l’allenatore della prima squadra conosca i suoi giovani, per nome e cognome. L’identità viola? Oggi i giovani iniziano a prendere come esempio Rossi, Borja, e non Messi o altri di campionati stranieri. E questo è importante. A Firenze una Cantera in stile-Barcellona? Il calcio italiano deve curare i propri talenti, altrimenti è difficile. Il mio arrivo a Firenze? Bisognava riportare un’identità di calcio, così da riportare i tifosi allo stadio. Poi la società doveva cercare di salire in classifica, ma anche cercare giovani, che ora sono cresciuti: pensiamo a Matos, Wolski, ma anche Rebic, Vecino, Bernardeschi. La mia intesa con Pradè? Al giorno d’oggi il lavoro di squadra fa crescere una società. I tifosi? Noi sentiamo sempre quello che dice la gente, cerchiamo di capire quello che piace alla gente. Noi facciamo calcio per la gente, quindi bisogna ascoltare le persone. Il prossimo anno più forti? Certo, sempre più forti. Quando dirò che non bisogna migliorarci vuol dire che sarò diventato un co… Noi dobbiamo portare avanti questa idea di calcio più possibile, migliorandoci sempre più. La finale di Primavera stasera? Spero possano venire tanti tifosi, ad applaudire questi ragazzi: magari tra qualche anno diventeranno i loro idoli in campo”.