Marin, bene la prima da titolare. Vittoria della grinta

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Era la sua prima da titolare. Era tanta l’attesa, da parte sua, ma anche da parte della gente, curiosa di vederlo all’opera in un match giocato dal primo minuto. E lui, Marko Marin, non ha fallito le aspettative. È entrato in campo, al fianco di Babacar  (perché Montella, ieri, è stato chiaro “Ha iniziato da esterno, trequartista, può giocare anche dietro le punte. Ma ora si avvicina più alla seconda punta, rifinitore, più che esterno nel 4-3-3, perché da esterno a volte devi seguire anche il terzino che magari ha più gamba di te…”), ed ha ben figurato. Cercando di giocare alla sua maniera, quindi mettendo in campo le sue qualità balistiche, le sue caratteristiche fisiche e tecniche, ma soprattutto cercando fin da subito il gol (bella la sua iniziativa al 4’ del primo tempo, con dribbling ai danni di Kerbrat e conclusione terminata alla destra di Lossl non di molto). Gol che è arrivato solamente due minuti più tardi, al 6’, quando, imbeccato da Aquilani, ha insaccato per il vantaggio viola (a proposito: con la sua rete, Marin, è già entrato nella recente storia viola, visto che il suo gol arrivato al 6’ del primo tempo, è stato il più veloce della storia della Fiorentina in Europa League). Un esordio da titolare che, insomma, ha dato garanzie circa la bontà dell’acquisto del tedesco che, a questo punto, deve solamente ritrovare il top della forma. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, allora si è capito che questo trottolino biondo, tutto dribbling e movimento di gambe, può diventare una sostanziosa fonte di divertimento…

 

Al fianco di un ‘fisicaccio’ come quello di Babacar, poi… Eh già: i due, in coppia, sono piaciuti. Hanno convinto. Hanno segnato entrambi. Ed era davvero tanto che non accadeva, alla Fiorentina, di veder andare in gol i suoi due attaccanti titolari… Fatto sta che ‘la strana coppia’ è andata a genio anche se… Anche se poi, per vincere in Francia, è servito più il cuore del ‘tacco’. Proprio così perché, dopo che la squadra, sul vantaggio di 2-0, si è un po’ seduta sugli allori, ma soprattutto dopo che il sig. Eskov Alexei ha gentilmente omaggiato il Guingamp di un calcio di rigore, facendo per giunta rimanere in dieci la squadra viola al 44’ del primo tempo, la Fiorentina ha iniziato a soffrire. E col passare dei minuti, a risentire della stanchezza (giocare in 10 contro 11 per più di 45 minuti, del resto, non è semplice…). Così, nel momento di maggior difficoltà, ovvero dopo appena 7’ della ripresa, Montella ha dovuto togliere dal campo Marin per inserire Savic. Da una parte lo sapevamo che il giocoliere tedesco non avrebbe potuto giocare una partita intera (il tecnico gigliato aveva avvertito tutti), dall’altra siamo convinti che il cambio, a cose normali, sarebbe potuto arrivare più tardi. Ma l’emergenza era evidente, serviva meno fioretto e più legna, così la lavagnetta si è accesa sul suo numero, l’8, ed è uscito. Felice per il suo esordio dal primo minuto con gol e festeggiato dai compagni. Che dire, poi, della squadra? Che ha saputo soffrire. Ha avuto gli attributi. Lottando con un uomo in meno sul terreno di gioco, e con un arbitraggio quantomeno dubbio. E portando a casa l’ennesimo risultato positivo in Europa League (con tanto di primo posto ‘ufficiale’ nel girone). Per battere il Guingamp, Montella e i suoi, dunque, hanno dovuto mettere in campo prima lustrini, paillettes e giocate spettacolari che hanno visto protagonisti Aquilani, Marin, Vargas e Babacar su tutti, poi cuore e grinta. Perché senza questi ultimi elementi, i tre punti chissà se sarebbero arrivati. Ora, dopo due vittorie consecutive in due trasferte… si riparte, verso un’altra trasferta. A Cagliari, dove ci aspettano gli uomini di Zeman…

Autore: Michela Lanza