Mate, cammellone viola: aveva stregato Sarri adesso se lo gode Sousa




    Vecino - MoenaMatias Vecino, detto «Mate», visto che del celebre infuso il centrocampista uruguaiano non può proprio fare a meno. Anche se (non lo ammetterà mai), rispetto alla ricetta originaria aggiunge un po’ di zucchero per insaporire la bevanda. Gusti a parte, quella di domenica sarà la sua partita. Perché se ci ha messo due anni e mezzo a conquistare il pianeta viola tra panchine e prestiti, gli sono serviti solo un paio di allenamenti lo scorso anno ad Empoli per ammaliare Sarri. Talmente rapito, da caldeggiarne l’acquisto anche a Napoli. Risultato? Trattativa reale e concreta, mai però vicina alla conclusione. Perché anche la Fiorentina era conscia di ciò che aveva tra le mani.
    E dire che il nome dato al figlio nato a fine luglio, Gennaro, poteva apparire come un segno del destino. Niente azzurro Napoli invece, come non ci sarà un azzurro Italia. Vecino, classe 1991, è stato monitorato a lungo da Antonio Conte (Matias ha il doppio passaporto), ma non avrebbe accettato una chiamata. Si sente uruguaiano ed è in attesa di una convocazione dalla Celeste che, stando alle indiscrezioni provenienti dal Sudamerica, potrebbe conquistare già il prossimo mese per gli impegni contro Ecuador e Cile.
    C’è semmai un altro azzurro che lo ha segnato. E aiutato. Quello dell’Empoli, dove ha giocato da titolarissimo lo scorso anno trovando da subito la propria dimensione. «Il cammellone», come lo chiamavano i compagni nello spogliatoio viste le lunghe leve e l’andatura, si è sentito a casa. La fiducia ha fatto il resto ed è ufficialmente esploso non sbagliando niente, eccezion fatta per la tinta dell’automobile nuova (color tuorlo d’uovo) per il quale è stato a lungo preso in giro dai compagni. Rapporti veri e sinceri: tanto che ancora, da avversario, ogni tanto si aggrega alle cene di squadra empolesi.
    La Fiorentina, giusto riconoscerlo, su questo ragazzo ci ha visto lungo. Prima facendolo arrivare nel gennaio 2013 senza poterlo tesserare (considerato lo status da extracomunitario). Poi 7 mesi più tardi mettendolo sotto contratto. Il poco spazio ha convinto le parti ad accettare prima Cagliari, poi Empoli. Percorso capitalizzato al massimo con una crescita esponenziale. Lo stesso Empoli sperava di poter prolungare il prestito anche per quest’anno, scontrandosi con la volontà di Paulo Sousa, che lo ha bloccato considerandolo incedibile. Duttilità, resistenza e qualità al servizio della squadra. Anche domenica Vecino partirà dal primo minuto in maglia viola. Ci ha messo un po’ a conquistarla. Adesso è impossibile strappargliela via.