Matri a riposo precauzionale, Siena in campo col tridente..

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    Montella TorinoCategorie e classifiche diverse, dettagli che stasera non conteranno. O dentro, o fuori (e la Fiorentina vuole restare dentro).
    Sempre a proposito di dettagli, Montella ricorda che il Siena «è arrivato ai quarti di coppa Italia vincendo in trasferta contro tre squadre di serie A». Cioè Livorno, Bologna e Catania, a occhio meno forti della Fiorentina, ma sarebbe un grave errore sbagliare atteggiamento in una partita che vale le due semifinali. A sentire Montella, la squadra viola non corre questo rischio, anzi è motivata e anche il turnover sarà calibrato all’importanza del match: «Ci saranno tantissime insidie, perché loro sono attrezzati e molto veloci in attacco. Ma noi ci teniamo tantissimo a restare in questa competizione».
    Non ci sarà Matri, che fa parte del ristretto gruppo degli attaccanti viola ancora abili e arruolabili: considerato il problema muscolare sofferto a Catania è stato deciso di non rischiare.
    Il derby merita rispetto autentico — non è solo diplomazia regionale — e Montella è sincero quando fa i complimenti al Siena: «Potrebbe partecipare al campionato di serie A, anche per questo giocherà la Fiorentina migliore. Ci avviamo verso un periodo fitto d’impegni, logico che un po’ di calcoli dovrò farli, ma non mi piace cambiare troppo l’assetto». Questione di stabilità. La stessa che la Fiorentinaè riuscita a mantenere nonostante la doppia assenza di due attaccanti non esattamente scarsi come Gomez e Rossi.
    Dall’infortunio di Pepito in poi, Montella è riuscito a mantenere l’equilibrio della squadra e a Torino Ilicic giocò falso centravanti. Tanti passaggi, pochi tiri in porta. Situazione completamente diversa a Catania, con Matri recuperato nel ruolo svuotato dalle assenze. Ma l’ex del Milan stasera non ci sarà. E Montella prova a scherzare sulle macumbe che volteggiano sul reparto: «Anche Rebic non sta bene, ha preso un pestone… Comunque è sempre vivo». E poi, sulla partita che vedrà probabilmente Matos centravanti: «Abbiamo i nostri automatismi e sono fiducioso, perché questa squadra ha sempre dimostrato di affrontare ogni avversario con lo spirito giusto, in ogni situazione e con qualunque tipo di difficoltà». Resta però il dubbio che il bel gioco della Fiorentina scateni comportamenti fallosi che poco tutelano i giocatori viola. Gli ultimi esempi sono il fallo di Spolli su Matos e l’intervento del catanese Rinaudo (omonimo) su Tomovic. Dice Montella: «Lunedì andrò a Milano all’incontro con gli arbitri, c’è ancora qualcosa in sospeso… Ma è un periodo in cui stiamo tranquilli e non
    voglio dire nulla, solo che a volte anche quando voglio star zitto non ci riesco. L’importante e’ stare sempre nei limiti». Proprio Rinaudo ha messo fuori gioco Tomovic per 5-6 partite e Montella ha fatto capire che la società potrebbe cogliere occasioni appetibili durante il mercato di gennaio: «Vedremo, qualcosa potremmo dover fare. Mexes? Ha tanti pregi e qualche difetto». E poi su Dainelli, che la Fiorentina vorrebbe riportare un viola: «Mi sembra che stia giocando meglio ora rispetto al passato…». Ma per ora — a parte l’interessamento del Cagliari per Vecino — non sono previsti altri movimenti.