Matri, Diakité, Anderson: un mese e mezzo per guadagnarsi la conferma

    0



    Anderson, Matri, DiakitèLa vittoria sull’Udinese ha ridato aria fresca all’ambiente viola, dopo la brutta prova contro il Milan e il pari agrodolce arrivato contro la Sampdoria. Un gioco tornato apprezzabile, un centrocampo solido e pimpante, un Cuadrado in versione super. Quarto posto consolidato, con Inter e Parma adesso a -5 in graduatoria. La testa di tutti, però, è già rivolta – più o meno volontariamente – al 3 maggio, alla finale di Coppa Italia, vero obiettivo di questo finale di stagione. Anche se mantenere la quarta piazza è traguardo da non sottovalutare, per confermare la posizione della scorsa stagione, per evitare brutti scherzi in chiave qualificazione Europa League (nel caso in cui i viola non dovessero battere il Napoli nella Capitale, farebbe la differenza partire dai preliminari o dai gironi) e, perché no, anche per il prestigio, visto che arrivare dietro a Inter, Parma o Lazio sarebbe davvero un peccato per una stagione fin qui altamente positiva. Nel mezzo, comunque, tre gare di campionato da disputare, oltre agli altri tre impegni di Serie A che seguiranno la partitissima di Roma. Sei partite importanti per gli obiettivi da raggiungere ma anche per i giocatori stessi, che in queste sfide, oltre che nella finale di Coppa, si giocano molto del proprio futuro. Sotto i riflettori, in particolare, ci sono quegli elementi della rosa che ancora non hanno convinto in pieno lo staff viola. O che, quanto meno, sono in bilico per quanto riguarda la loro conferma a Firenze per la prossima stagione. Sia chiaro: un’attenta valutazione sarà fatta per quasi tutti gli effettivi della rosa viola, da Pizarro ad Ambrosini, passando per Ilicic, Wolski, Roncaglia e Compper. Le prossime, però, saranno partite fondamentali in particolare per tre giocatori che, in prestito a Firenze, si giocano il riscatto proprio nelle gare rimanenti da qui a fine stagione. Stiamo parlando di Matri, Diakité e Anderson, tre giocatori che stanno vivendo momenti molto diversi in maglia viola.

     

    MATRI – Il caso più particolare, adesso, riguarda Alessandro Matri, arrivato a metà gennaio a Firenze per sopperire all’infortunio di Giuseppe Rossi. Partenza con il botto a Catania (doppietta), poi sei partite a secco, il gol contro l’Esbjerg, altre tre gare senza reti, il centro con il Chievo del 16 marzo e adesso il digiuno di gol che dura da cinque partite, con tante reti sbagliate da posizione favorevole. “Ho visto un Matri preoccupato, ma tornerà importante per questa Fiorentina”, ha detto Montella domenica pomeriggio dopo la scelta di mandarlo in panchina contro l’Udinese. “E’ un momento particolare, ma ho tanta voglia di tornare al gol”, ha ribadito ieri lo stesso numero 32 viola. Proprio il gol è il cruccio della punta di Sant’Angelo Lodigiano, che nelle ultime partite sembra aver accusato un blocco psicologico negli ultimi 16 metri. Movimenti da attaccante vero, tagli verso la porta eseguiti nella maniera migliore ma… manca il guizzo vincente. “Ci sono momenti in cui colpisci male la palla e fai gol, mentre ce ne sono altri in cui la colpisci nel modo giusto ma sbagli incredibilmente”, ha spiegato, da attaccante di razza, Vincenzo Montella. Momenti, appunto, che Matri spera di poter stravolgere a proprio favore già dal prossimo impegno contro il Verona. Basta una scintilla, del resto, per far sbloccare la punta viola: ne sono consapevoli tutti, il giocatore e Montella in primis. La tribuna del Franchi domenica ha accompagnato il suo ingresso in campo con un applauso di incoraggiamento, ma è inevitabile che Matri dovrà adesso dimostrare di poter essere un giocatore da Fiorentina. Nelle prossime gare si gioca tutto, Matri, per arrivare al meglio (soprattutto psicologicamente) alla finale di Coppa Italia ma anche riguardo al suo futuro. Alla Fiorentina servirebbe un attaccante come lui, per la prossima stagione, alle spalle del duo Rossi-Gomez, ma la sua conferma a Firenze è ancora tutta da decidere. Pesa infatti la valutazione che il Milan farà del cartellino al momento della discussione con i viola (non c’è diritto di riscatto da parte gigliata, ma i rossoneri pagarono Matri 11 milioni la scorsa estate); pesa, poi, anche l’ingaggio del giocatore, che con il Milan ha un contratto di 2.5 milioni netti all’anno (cifre che in viola prendono solo Gomez – il tedesco ha un ingaggio anche maggiore, in realtà – e Rossi). Valutazioni che andranno fatte a tempo debito, ma intanto Matri ha sette chance importanti per rilanciarsi in maglia gigliata e giocarsi la conferma.

     

    DIAKITE’ – E’ una delle note più liete delle ultime due partite, Modibo Diakité, che contro Sampdoria e Udinese ha dimostrato di essere un giocatore affidabile se schierato da centrale. Partito discretamente nelle prime gare da terzino destro, l’ex Lazio era poi apparso in difficoltà con il Parma (quando tra l’altro aveva rimediato un rosso per doppia ammonizione) e addirittura al limite del disastroso contro la Juve, palesando tutti i propri limiti tecnici. Nel mezzo, invece, il francese ha garantito una certa sicurezza, in coppia prima con Savic poi con Gonzalo, sopperendo con il possente fisico alle lacune tecniche. Andrà valutato ancora nelle prossime settimane, se Diakitè riuscirà a ritagliarsi spazi importanti, ma l’ingaggio non altissimo ed i buoni rapporti con il Sunderland (squadra proprietaria del cartellino) potrebbero regalare al difensore la permanenza a Firenze. In primis, però, Diakité dovrà confermare i progressi delle ultime gare, per diventare preziosa alternativa (anche per caratteristiche – fisiche – che in pochi hanno nella rosa viola) per la prossima stagione.

     

    ANDERSON – Subito gettato nella mischia appena arrivato a Firenze, Anderson, che fu schierato da Montella a gara in corso contro il Genoa dopo appena due allenamenti con il gruppo. Poi un’esperienza viola fatta di alti e bassi, con spezzoni di partita giocati a buon livello alternati a momenti di totale appannamento. Una condizione fisica lontana dalle migliori, una collocazione tattica ancora da definire, Anderson si è poi infortunato al muscolo soleo rimanendo fuori per tre partite. Adesso è tornato, il brasiliano, con la passerella finale domenica contro l’Udinese a suggellare il suo rientro (seppur simbolico) in campo. Di nuovo a disposizione di Montella, Anderson dovrà dimostrare il proprio valore nelle prossime sette partite. Le sue qualità non si discutono, ma il numero 88 viola è apparso finora lontano dai suoi momenti migliori. Apprezzabile la ripartenza palla al piede sul gol di Matri contro il Chievo, ma il brasiliano dovrà adesso dar prova di continuità (anche nell’arco della stessa partita) per guadagnarsi la conferma a Firenze. Con il Manchester United (proprietario del cartellino) la Fiorentina ha un accordo per il riscatto fissato a circa 6.5 milioni di euro, ma decisive saranno le prossime partite: se Anderson darà prova di poter tornare il giocatore ammirato nei tempi migliori all’Old Trafford, la dirigenza viola sarà pronta a tenere un ragazzo ancora giovane (è classe ’88), altrimenti difficilmente si andrà a concludere un’operazione che sarebbe non poco onerosa per le casse gigliate (considerando anche l’ingaggio non da poco di Andow).

     

    Nella voce ‘prestiti’ ci sarebbe poi anche Antonio Rosati, a titolo temporaneo dal Napoli, ma con il probabile arrivo a parametro zero di Tatarusanu sembra piuttosto difficile la sua conferma.

    Tutto in sette partite, dunque, per Matri-Diakité-Anderson, tre giocatori arrivati in prestito nel mercato di gennaio che ancora non hanno convinto del tutto Firenze. Un trio che, nel prossimo mese e mezzo, dovrà dimostrare di essere davvero Da Fiorentina.