Mazzarri: “Viola avversario difficile. Ma siamo fiduciosi”

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    Montella e MazzarriParla così l’allenatore dell’Inter Walter Mazzarri al Qs: Il test del Franchi sembra fatto apposta. Forse avversario peggiore non poteva capitare ma è meglio così per avere certe conferme?
    «Vero. Quella viola è una squadra molto pericolosa, soprattutto sul suo campo. Ma noi siamo fiduciosi di poter dare una certa continuità ai risultati. E poi dall’inizio dell’anno parlo di tappe, ogni fermata è un qualcosa in più pensando al futuro. Non dimentichiamo che è sempre il famoso anno di transizione».
    Raggiungere quel quarto posto occupato dalla Fiorentina per lei sarebbe già un traguardo eccellente o ritiene che i viola abbiano un organico superiore?
    «Da allenatore non faccio confronti, penso all’Inter e a portarla più in alto possibile pensando gara dopo gara e senza porsi limiti. Noi dobbiamo guardare noi stessi e cercare di raggiungere il massimo, tutti i giorni. E forse spingersi oltre».
    Cosa intende per “il massimo”?
    «Far capire a tutti i calciatori che se tutti rendono ad alti livelli il risultato si moltiplica. Non voglio una pazza Inter, quella che fa una volta bene e l’altra no, ma una squadra che cresca e migliori di giorno in giorno»
    Dovrà inventarsi delle trappole per Cuadrado o saranno loro a doversi preoccupare di Hernanes, ammesso che giochi?
    «Hernanes dovremo valutarlo in questi giorni, ha un problema muscolare. Cuadrado è bravo, sarà da limitare ma non l’unico. I viola hanno un modo di giocare che mette in difficoltà tutti»
    Il motto di Montella è “giocare divertendosi”, il suo invece?
    «Vista l’esperienza sin qui maturata è cercare di fare un gioco che piaccia ma che miri al risultato. In Italia conta solo quello, non basta giocare solo bene ma bisogna essere concreti».
    Lei viene definito “piangina”, Montella “lamentino”. Etichette che danno fastidio o la caricano di più?
    «Delle volte sento certe cose e mi verrebbe da dire “da quale pulpito viene la predica”. Poi vedo l’affetto dei tifosi interisti, mi fermano e mi dicono “non si faccia influenzare da tutti quelli che sono contro, sappiamo chi è lei”. Ecco, a me interessa questo. Se sono gli avversari a parlare così di me perché non hanno altro da dire non m’interessa, chi mi conosce sa che proprio piangina non sono. Diciamo che protesto, non sto zitto. Tutto questo mi va bene. E poi credo che chi ascolta le mie proteste si rende conto che avevo ragione».
    Dove deve arrivare l’Inter per dire che ha fatto bene? «Ci sono 45 punti in palio, mi piacerebbe farne tantissimi. Non mi posso porre limiti e comunque sarei contento se la squadra interpretasse ogni gara con il mio spirito».