Mercato chiuso: Jovetic & Co., i separati in casa

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    Stevan JoveticLa tregua è durata pochissimo in casa-Juve: Lichtsteiner è finito fuori dalla lista Champions, a dispetto della sua mano tesa ai tifosi. La rottura con lo svizzero è nei fatti, ed è la versione più rumorosa di una serie di casi nati durante il mercato. Inter e Sampdoria hanno problemi simili con Jovetic e Cassano, ma il fenomeno è molto più ampio.

    Uscito allo scoperto nei giorni scorsi per chiedere il trasferimento all’Inter dopo gli arrivi di Dani Alves e Cuadrado, di fronte al no secco della società, ieri lo svizzero (in scadenza di contratto) ha provato invano via-social a catturare i like dei tifosi: «Cari tifosi, contano di più i fatti o le voci senza fondamento? I fatti sono che io ho sempre dato tutto e continuerò sempre a dare tutto per difendere la mia maglia e la mia squadra». La mossa di Allegri e Marotta, però, lo prende in contropiede ed è facile che l’aria diventi ancor più pesante. Più soft la conferma di Hernanes, sul punto di passare al Genoa se Witsel avesse indossato la maglia bianconera. Il brasiliano avrà le sue chance, tant’è vero che a lui spetterà un posto in Champions: una promozione per certi versi inaspettata. Ha pochissime possibilità, invece, di scendere in campo il mancino De Ceglie.

    Il caso di Stevan Jovetic fa scuola. Sin dall’inizio del ritiro il montenegrino è rimasto fuori dal progetto dell’Inter e l’opzione del prestito alla Fiorentina sembrava mettesse tutti d’accordo. Invece le parti non hanno trovato un’intesa economica sul suo ingaggio, nonostante i frenetici incontri delle ultime ore. E adesso Jo-Jo resta come un pesce fuor d’acqua. Non avrà posto nella lista per l’Europa League, appare destinato a trovar poco spazio in campionato. Un esubero in piena regola.

     Ormai FantAntonio è un separato cronico. La Sampdoria non gli lascia speranze, soprattutto dopo che il barese ha evitato di affrontare l’argomento-risoluzione. Ferrero e i suoi collaboratori non vedono l’ora di staccare la spina, ma lui tiene duro. Cassano ha via via bocciato le opportunità che si sono presentate: in cuor suo vuol restare a Genova. Intanto sua moglie, Carolina Marcialis, via-social tiene informati i tifosi sui suoi allenamenti, indicando gli orari delle sue sedute a Bogliasco. L’equilibrio è più che precario, una storia destinata comunque a fare ancora rumore.

    Nonostante ieri il d.g. viola Pantaleo Corvino abbia definito «una bufala» la trattativa per l’acquisizione del portiere atalantino Sportiello, a Bergamo c’è un’aria frizzantina per il numero uno che ha appena accolto come nuovo partner l’albanese Berisha. Sportiello sembrava ormai certo di fare le valigie e ora dovrà cercare la massima concentrazione per convincere l’esigente Gasperini. Anche Stendardo ha assaporato l’idea di tornare protagonista a Verona, mentre nell’Atalanta gli resta un posto nelle retrovie. Il vero rebus, però, è in attacco. Il cileno Mauricio Pinilla (ora in nazionale) è stato a lungo nella lista dei partenti, ma ora cambiano di colpo le sue prospettive. Anche perché l’acquisto di Pesic toglie spazi a tutti, anche agli ex milanisti Paloschi e Petagna. Quattro pretendenti per due maglie, in una lotteria che rischia di lasciare qualcuno scontento.

    Nel tourbillon di Bergamo ha rischiato di entrare anche il portiere Padelli, individuato proprio come successore di Sportiello. L’estremo difensore granata, però, è rimasto dov’era, con il ruolo designato di vice-Hurt. La posizione è scomoda, difficile da digerire.

    Nel girone degli scontenti c’è anche il laziale Keita, entrato in rotta di collisione con il club sulla questione del rinnovo del contratto ora in scadenza nel 2018. Ha fatto rumore anche la sua fuga, a cui hanno fatto seguito anche dei tentativi di cessione: in particolare al Monaco. Non sono mancate neanche le frizioni con Inzaghi, e ora sarà interessante vedere a quali risultati porterà la convivenza nei prossimi mesi. Ha fatto meno rumore Iturbe, ma è singolare che nelle battute finali non si siano concretizzati i contatti con il Lione e con il Torino. L’argentino avrebbe visto volentieri soprattutto la soluzione granata, ma Spalletti l’ha fermato: per farlo giocare?