Metamorfosi Hugo: da San Siro ad oggi, la parabola di Vitor è in costante crescita

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San Siro, 20 aprile 2017. Vitor Hugo (in compagnia di buona parte dei suoi compagni) sbaglia tutto ciò che c’è da sbagliare sul campo dell’Inter, con Icardi che ringrazia. Il giorno dopo, fioccano i 4 in pagella per il brasiliano: ancora non è pronto, si dice, a disputare una partita del campionato italiano.

Sembra passata un’era da quel momento. La tragedia di Astori ha lasciato un posto vuoto anche in campo, occupato proprio dal brasiliano, che ne era il naturale sostituto per caratteristiche. Quindi, il gol nella surreale sfida con il Benevento. Da lì in poi, Hugo è stato protagonista silente nelle vittorie con Torino e Crotone, offrendo sicurezza a tutto il reparto arretrato con la sua potenza fisica ed il suo strapotere nel gioco aereo.

In realtà, alla poetica del “sostituto di Astori che esplode quando il suo capitano non c’è più, mosso da forti emozioni”, avvalorata dal gol vittoria con il Benevento realizzato proprio da Hugo, si contrappone in parte la realtà. Vero, la conquista della maglia da titolare dalla partita col Benevento in poi ha accelerato il processo di crescita del brasiliano classe 1991. Tuttavia, enormi segnali di miglioramento si erano già notati in precedenza. Il secondo campionato di Vitor Hugo è iniziato a Cagliari, il 22 dicembre. La buona prestazione offerta in terra sarda ha convinto anche mister Pioli, che da quel momento non si è più limitato a schierare Vitor esclusivamente nei minuti finali delle partite in cui c’è un vantaggio da difendere.

Titolare nella brutta sconfitta di Marassi con la Samp (dove comunque Hugo risulta essere tra i meno peggio), titolare nella difesa a 3 vista con il Chievo. Sebbene Hugo resti un giocatore sanguigno nel modo di interpretare il ruolo, l’eccessiva irruenza mostrata nelle sue prime uscite in maglia viola sembra essere stata attenuata. L’ex Palmeiras si è dimostrato abilissimo nell’anticipo, difficile da superare fisicamente, oltre ad essere bravo a non subire cali di tensione nell’arco dei novanta minuti. Il piatto forte restano le palle alte, dove l’enorme elevazione e la perfetta scelta di tempo rendono il brasiliano un vero gigante del gioco aereo.

Dove deve migliorare? Il suo gioco con la palla al piede a volte lascia a desiderare. Ancora troppi gli errori in fase in impostazione: col Crotone un retropassaggio corto a Sportiello stava per favorire il gol dei calabresi. Inoltre, l’esuberanza tipica dei centrali sudamericani, alleato ma anche nemico di un difensore, deve sempre essere tenuta sotto controllo.

Comunque sia, il brasiliano resta uno dei giocatori maggiormente cresciuti durante la stagione. Tredici presenze in Serie A, delle quali solo sette dal primo minuto, sono ancora troppo poco per giudicare a pieno un giocatore. Una cosa però è certa: dopo tutto lo scetticismo che aveva segnato Hugo dalla sua prima uscita in maglia viola, ad oggi insieme a Saponara il ragazzo è il miglior acquisto del girone di ritorno della Fiorentina. Arrivato in estate come uno dei tanti con un punto interrogativo sulla testa, Hugo sembra davvero pronto ad essere una delle colonne portanti della Fiorentina che verrà.