“Mi chiamo Sousa e voglio vincere”. Coraggio e ambizione viola a Torino

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“Ciao mi chiamo Paulo, e voglio vincere”. Il messaggio che Paulo Sousa manda ogni volta che apre bocca è più o meno questo. Anche alla vigilia di una, anzi, della partita che può rappresentare lo snodo definitivo verso la lotta scudetto il portoghese sprizza autostima da tutti i pori. Non sarà decisiva, certo, la gara dello Stadium per la vittoria del titolo. Ma uscire con tre punti dalla gara contro la Juve potrebbe ulteriormente e definitivamente lanciare in orbita la Fiorentina. In una gara che tradizionalmente non è molto favorevole nei precedenti. Sono solo 6 i successi viola in trasferta. Ma quando la Fiorentina ha vinto contro i bianconeri in trasferta arrivando alla gara davanti con un vantaggio come quello attuale ha poi vinto il tricolore. Ricorrenze.

“Mi chiamo Paulo e voglio vincere” , perché allo Stadium la Fiorentina sarà la stessa di sempre. Almeno nell’atteggiamento perché negli undici titolari Sousa ha più volte stravolto tutte le previsioni. Ma a questo giro non dovrebbero esserci grosse sorprese. L’atteggiamento, invece, sarà quello della big affamata. Pressing alto, fin da subito, corsa, ritmo, aggressività, velocità di fraseggio e di esecuzione per arrivare al tiro nel minor tempo possibile. In pratica la stessa Fiorentina ammirata a Milano contro l’Inter. Ma anche contro Roma e Napoli. Solo che in quelle due occasioni i dettagli e le prese decisioni sbagliate hanno fatto la differenza.

Poche volte nella sua storia la Fiorentina è andata a giocare contro la Juve con questo atteggiamento mentale. Coraggio e ambizione, le parole chiave della vigilia del portoghese. E tanta fame. In pochi hanno vinto qualcosa in questa rosa. Ed il connubio con il Sousapensiero sta sicuramente facendo le fortune di questa Fiorentina. Le corde toccate da Paulo il comunicatore sono quelle giuste. Capaci di far fare a Bernardeschi l’esterno di fascia e di aver risvegliato in Borja Valero il leone che è in se. Ma anche di far girare a mille bomber Kalinic. Per ora la Fiorentina ha sempre segnato almeno un gol in stagione. Tradizione da non interrompere contro la seconda miglior difesa del campionato.

Ed il pressing alto, contro la Juve, potrebbe essere un’arma da sfruttare ancor di più del solito. Visto che Chiellini e Bonucci non sono certo il massimo nell’impostazione della manovra, ma con una ricerca quasi ossessiva della ripartenza palla al piede dalle retrovie, con Buffon in primis. Andare a vuoto in quel frangente, però, porterebbe ad una costante inferiorità numerica. Quindi, massima attenzione. Uscire indenni, o con tre punti, dalla gara dello Stadium potrebbe valere doppio. Vincere contro la Juve, trascinati da Sousa, è la ciliegina che manca a questa prima parte di stagione fin qui semplicemente magica. Firenze lo sa, ed in massa seguirà la squadra a Torino. Altro aspetto nel quale Sousa è stato magnifico fin qui. Alchimia e unione, oltre a coraggio ed ambizione non sono mai stati così in alto. Firenze sogna, insomma. Sousa vuole vincere, e con lui tutta una città.

Autore: Gianluca Bigiotti – Redazione Fiorentina.it