Milan-Fiorentina, Montella: “Non sarà una gara decisiva per l’Europa”

di Luca Guazzoni - Qs La Nazione

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Milan-Fiorentina la partita delle ultime volte (o giù di lì). L’ultima spiaggia (o giù di lì) per centrare l’Europa – discorso valido sia per il Milan che per la Fiorentina -, l’ultima (o giù di lì) a San Siro di Silvio Berlusconi come proprietario del club prima del passaggio di proprietà ai cinesi – ma, a meno di sorprese improvvise, non sarà presente allo stadio -, l’ultima di Donnarumma (senza giù di lì) come minorenne prodigio.

A Vincenzo Montella la parola ‘ultima’ non piace proprio, soprattutto se strettamente legata al traballante concetto di ‘stagione sulla panchina del Milan’. «Sono contento di allenare il Milan, ho inseguito tanto questa chance e mi auguro di poter continuare. Dipende da me, ma dipende anche da chi sceglie». Fosse per Berlusconi non ci sarebbero dubbi: Montella non sarebbe più l’allenatore del Milan nella prossima stagione – propendendo per una nuova tabula rasa, la quarta in quattro estati – per quella cocciutaggine nell’evitare di ascoltare i consigli presidenziali. Niente di nuovo, chiedere per informazioni a chi sulla panchina rossonera è passato negli ultimi 31 anni (o giù di lì).

Montella evita sia di rispondere ai malumori del presidente e di fare il ruffiano con chi verrà, intenzionato ad osservare con che risultati il Milan terminerà il campionato, senza alcuna preclusione: «Il presidente mi ha fatto tante volte i complimenti. Al di là di indiscrezioni molto spesso giuste, ho sempre avuto dimostrazioni di riconoscenza del lavoro fatto. Vuole il trequartista? Noi giochiamo con un trequartista, Suso. Non ho assolutamente avuto contatti coi futuri proprietari. Sentire più campane può stordire, io mi rapporto con questa proprietà. L’allenatore non può infatti guardare troppo avanti. Un mese fa parlavate di rinnovo, dopo due sconfitte ero già con un piede fuori».

Montella ostenta serenità: «Un allenatore deve saper accettare e filtrare tutto – aggiunge calandosi nei panni del collega Sarri, bacchettato da De Laurentiis dopo il ko del Napoli a Madrid -. Nelle lezioni di Coverciano ci insegnavano anche ad allenare i presidenti». Se come sembra Berlusconi questa sera non sarà a San Siro (ed eviterà nei prossimi dieci giorni una visita a Milanello), la squadra andrà a trovarlo ad Arcore a closing avvenuto in segno di riconoscenza.

La qualificazione in Europa in compenso salverebbe Montella. «Con la Fiorentina non sarà decisiva, il campionato è lunghissimo: possiamo andare in Europa,. Abbiamo vinto circa il 50% delle partite, l’Inter forse ha qualcosa in più ma l’importante è non perdere gli scontri diretti». Quanto importante sarà blindare Donnarumma che sabato prossimo soffierà sulle 18 candeline e potrà firmare il suo primo contratto a sei zeri e a lungo termine. Montella lancia una frecciata alla Juventus che da tempo corteggia il portiere: «Potenzialmente è da Pallone d’oro, ma dipende anche da che squadra sceglierà. Al Milan sarebbe più facile perché è una squadra più abituata a vincere a livello internazionale».