Ancora Milenkovic: “Terzino o centrale, sempre pronto a battermi. Torniamo a sorridere con Firenze”




Il difensore serbo parla della squadra, della difesa e dei compagni: “Veretout, Chiesa e Simeone: che personalità. E il Cholito tornerà a segnare”.

Ecco altre parole di Nikola Milenkovic al Corriere dello Sport – Stadio: «Pochi gol subiti? Il merito è condiviso con tutta la squadra. Perché la nostra fase difensiva coinvolge tutti, anche gli attaccanti che fanno un buon pressing nei confronti degli avversari e, in qualche modo, li costringono a perdere velocità e ad avere spazi di movimento ristretti». 

VERETOUT. «Jordan è un giocatore dalle grandissime qualità, che può coprire gli spazi, che ha personalità da vendere, gestisce il pallone e arriva dovunque. Veretout sa bene sempre cosa fare e con quali tempi: abbiamo in lui un ottimo alleato». 

RUOLO. Se Pioli le chiedesse, domenica, di stare nel mezzo della difesa? «Io sono sempre stato un difensore centrale, ma sono prima di tutto un professionista. Qui ho imparato l’importanza del saper essere un elemento poliedrico, in grado di fare bene in più zone del campo. Dunque anche a destra, in uno schieramento a quattro. E questo lo considero un arricchimento decisivo. Sono a disposizione dell’allenatore, pronto a battermi in qualunque posizione mi chieda». 

CHIESA. Chiesa può diventare uno dei più grandi giocatori a livello italiano? «Si. Ha qualità, è veloce, rapido con la palla, e con una tecnica importante. In più, ripeto, la personalità non gli manca». 

CHOLITO. Giovanni Simeone, invece, sta incontrando qualche difficoltà ad andare in rete… «Simeone (con cui Nikola ha un rapporto straordinario, ndr) ha cominciato la stagione benissimo, con due gol ravvicinati nel tempo. Ha personalità, in campo è sempre molto positivo, lavora tantissimo per la squadra e sono certo che tornerà a segnare in men che non si dica». 

JUVE AL FRANCHI. «Mi concentrerò su questa sfida dopo la gara di Bologna. Adesso per me, per tutti noi, conta solo questa gara, il resto viene dopo. E c’è da tornare a sorridere, tutti insieme, noi e Firenze».