Missione Coppa Italia: la stagione entra nel vivo. Con un Gomez in più

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    Della Valle e MontellaCome una finale. Soprattutto, per arrivare in finale. Così si presenta la Fiorentina di Montella alla trasferta – insidiosa – di Udine, valida per la gara di andata di semifinale di Coppa Italia. Campo storicamente ostico, per i colori viola ma anche per lo stesso Aeroplanino, rimasto spesso scottato dal Friuli. Stasera, dopo il ko di Cagliari – forse senza precedenti nella gestione Montella –, la Fiorentina è chiamata al riscatto. Sul piano del gioco, dell’interpretazione, ma anche del risultato. Uscire da Udine con un punteggio positivo, infatti, proietterebbe con ottimismo verso il ritorno fissato tra una settimana al Franchi. Dopo un mese intenso legato al mercato, dunque, ed ai risultati tutto sommato positivi sul campo – interrotti sabato in Sardegna –, adesso la stagione viola entra nel vivo. Otto partite in ventisei giorni, tra campionato (con terzo posto nel mirino), Europa League e Coppa Italia. Stasera a Udine, sabato in casa con l’Atalanta, martedì prossimo ancora Udinese al Franchi, sabato 15 febbraio l’anticipo con l’Inter in casa. Poi ecco l’Europa League, con l’andata in Danimarca il 20 febbraio, il ritorno a Firenze il 27 febbraio con nel mezzo la sfida di Parma di lunedì 24 febbraio. Infine, domenica 2 marzo, il posticipo con la Lazio in Serie A.

    Sfide decisive, nelle coppe e in campionato, per arrivare poi alla seconda tranche di questo lungo tour de force, che dal 9 al 30 marzo potrebbe dunque prevedere anche gli ottavi di Europa League.

    “La partita più importante è sempre quella da disputare”, ha detto ieri Montella, che tra banalità e realtà dei fatti ha voluto tenere alta la concentrazione. L’impressione, comunque, è che a Udine l’atteggiamento e le motivazioni dei viola saranno ben altre rispetto a quelle di Cagliari. “Forse qualcuno inconsciamente pensava già alla Coppa Italia”, ha fatto trapelare l’Aeroplanino sia ieri che subito dopo la sconfitta di Cagliari. Sull’importanza della gara del Friuli, di fatto, ci sono ben pochi dubbi. Tanta, tantissima la volontà del gruppo, di Montella, dei Della Valle di alzare un trofeo, di giocarsi qualcosa di concreto al di là di un terzo posto che è obiettivo dichiarato da inizio anno. Vincere aiuta a vincere, nella mentalità e nella consapevolezza dei propri mezzi. E crocevia per la strada al primo trofeo dell’Era Della Valle sarà proprio la partita di stasera. Una doppia sfida all’Udinese che, se superata, proietterebbe i viola già in un posto europeo per la prossima stagione: traguardo non da poco, come ribadito chiaramente da Montella.

    Intanto, dunque, testa ad una gara di andata dove l’Aeroplanino ritroverà dal 1′ Borja Valero e Pasqual, lanciando magari Diakitè dall’inizio dopo gli errori di Roncaglia a Cagliari. Pensando, nel frattempo, a Mario Gomez. La notizia più bella di ieri, in mezzo allo sterminio di infortuni (da Ambrosini ad Aquilani, passando per Rebic, Tomovic, Rossi, Hegazi ed un acciaccato Cuadrado), è infatti proprio quella relativa al tedesco. Ci siamo: SuperMario tornerà presto in campo. Prima con il gruppo di Montella in allenamento – lo farà da mercoledì, quando la comitiva viola si ritroverà al centro sportivo dopo la trasferta di Udine –, poi, se le risposte del ginocchio saranno positive (e niente al momento fa ipotizzare il contrario), il tedesco riprenderà a pieno regime la fase di preparazione fisica per calcare il terreno di gioco in partita. Non ripartirà da zero, visto che il tono muscolare è stato in parte allenato in questi mesi, ma comunque ci vorranno almeno un paio di settimane per rivedere Marione in forma. La speranza, dunque, è quella di portarlo in panchina tra una settimana con l’Udinese per poi vederlo in campo con un minutaggio sostanzioso tra Inter (15 febbraio) ed Esbjerg (20 febbraio).

    Telenovela (quasi) finita, insomma, dopo quattro mesi e mezzo di attesa, ansia, sproloqui e ‘leggende’ varie. Con una marea di sospiri, i tifosi viola, ma tutto l’ambiente in generale, non vedono l’ora di rivedere in campo il proprio bomber. C’è assoluto bisogno di Gomez, infatti, in un momento decisivo della stagione. Starà a Montella, adesso, pensare come riadattare la propria Fiorentina con il ritorno del Panzer. 4-3-3, 3-5-2 o 4-3-2-1, Gomez-Matri in tandem oppure una prima punta con due esterni ai lati: tanti moduli e idee che saranno valutate in queste settimane dall’Aeroplanino. La realtà di fondo, comunque, è che nessuna, tra le rivali, potrà vantare un innesto così nel proprio motore.

    Nel frattempo, testa all’Udinese per i ragazzi di Montella: c’è una semifinale da giocare, andando ad eguagliare i due migliori risultati (nelle coppe) della gestione Della Valle (dopo la semifinale di Coppa Italia del 2010 contro l’Inter e quella di Coppa Uefa del 2008 contro i Rangers Glasgow). C’è voglia di vincere, di rialzarsi dopo la brutta prestazione di sabato. C’è anche, nel gruppo viola, la volontà precisa di fare un regalo a Giuseppe Rossi. “Il sogno di Pepito è quello di giocare la finale di Coppa Italia con la Fiorentina”, aveva detto Andrea Pastorello, agente di Rossi, dopo la visita da Steadman. Nei giorni scorsi è stato fatto una sorta di patto nello spogliatoio viola in onore di Pepito: regalare al proprio, sfortunato compagno l’atto finale della competizione. Stasera il primo round di 180′ da vivere da protagonisti. Sognando la finale…da giocarsi magari con l’accoppiata Rossi-Gomez in avanti.