Moduli e singoli. Da Ilicic a Vargas, da Baba a Gomez

    0



    gomez babacarMai lo stesso modulo di partenza per più di due partite consecutive (CLICCA QUI. E di conseguenza, per alcuni elementi della rosa viola soprattutto, un continuo cambio di compiti, zone di competenza, e ruoli. Per qualcuno in particolar modo, in questa stagione, sono già diverse le zone del campo occupate. 

     

    Marcos Alonso ha fatto il centrale nell’undici di partenza contro l’Udinese, passando poi a fare l’esterno di fascia nel 3-5-2 contro la Sampdoria, per essere quasi sempre impiegato da terzino nella difesa a 4 schierata in Serie A. Vargas ha fatto l’esterno alto nel 4-3-3 a Salonicco, l’interno di centrocampo a Milano col Milan, così come l’esterno nel 3-5-2 e quando è servito pure il terzino. C’è chi poi come Micah Richards, al primo anno in Serie A, è partito col fare il terzino per poi ritrovarsi a fare anche il centrale. Ed il cambio di ruolo non ha pagato contro la Sampdoria. Chi invece è sembrato trovarsi particolarmente a suo agio sia da terzino che da centrale di difesa è stato Nenad Tomovic. Bene, soprattutto in Europa, quando ha dovuto fare il difensore centrale. Ha fatto anche il terzino sinistro in caso di emergenza. In teoria, sulla sinistra, potrebbe giocare pure Basanta che quanto a grinta e determinazione sembra avere qualcosa in più rispetto a Pasqual e Alonso. Marcatore puro, l’argentino, arma da tenere in considerazione in vista del parco attaccanti del Napoli che non promette certo nulla di buono con Callejon, Mertens e Insigne sulle fasce. 

     

    Aquilani passa da fare il regista all’interno costantemente, Borja Valero come trequartista non ha convinto ma ha fatto anche quello. Mati Fernandez è ormai sempre più trequartista, anche se è stato due anni a fare l’interno.

    Ma è nel reparto avanzato (forse è anche per questo che è quello con maggiori difficoltà) che le cose cambiano continuamente. Josip Ilicic ne è l’esempio più lampante. Quando trequartista puro, quando esterno alto a destra, quando seconda punta, quando falso nueve. Duttile lo sloveno, ok, ma che la discontinuità possa dipendere anche dal continuo doversi reinventare a livello tattico? Idem dicesi di Cuadrado. Montella l’anno scorso varie volte lo ha voluto provare terzino, salvo poi tornare a farlo giocare esterno nel 3-5-2 per poi portarlo a fare la seconda punta.

     

    Col rientro di Mario Gomez, Khouma Babacar dovrà riabituarsi a fare i movimenti da seconda punta nel 3-5-2 dopo che ha fatto per settimane la prima con Cuadrado al suo fianco. In tutto questo si potrebbe riverificare l’ipotesi 4-3-3 con Cuadrado a destra, Gomez centravanti e Babacar esterno a sinistra. Pena lo scontrarsi col tedesco come spesso è accaduto nelle prime volte che sono stati schierati insieme prima del nuovo infortunio occorso al tedesco. 

    In tutto questo c’è anche Marin, ma col rientro di Gomez l’opzione 4-3-1-2 dovrebbe prevedere l’esclusione di Cuadrado, o di uno tra Gomez e Babacar.  A meno che non si vada per il 4-3-3 con Marin e Cuadrado larghi e uno tra Gomez e Baba centrali.

    Insomma, moduli, ma anche singoli. Continuità cercasi anche su questo aspetto, così come nei risultati. Che i due aspetti siano correlati? Gli esami non finiscono mai, ma gli esperimenti?