Modulo replay: la differenza tra volere e potere

di Angelo Giorgetti - Qs La Nazione

3



La Fiorentina è un compromesso fra quello che vorrebbe essere e quello che più modestamente riesce a fare. In sintesi: è una squadra ambiziosa nell’impostazione, ma spesso assai più lieve nella realizzazione. Bisogna chiedersi perché, essendo rimasto il gruppo praticamente lo stesso – a parte Alonso – rispetto allo scorso anno. Il declino da gennaio in poi può essere una prima risposta, ma non toglie tutti i dubbi essendo così evidente il rendimento ridotto di cinque/sei elementi.
Il punto intorno al quale tutto ruota in sintesi è questo: sono in grado i giocatori di riproporre il calcio veloce e intenso che ha permesso di esaltare un’architettura (il 3-4-2-1) confermata in toto da Sousa? E sarebbero in grado di mettersi alla prova cambiando impostazione di gioco? E’ solo una questione di gambe e di lettura tattica ormai in gran parte nota agli avversari, oppure incide la mancanza di convinzione che i risultati non hanno aiutato a far decollare?

Solo l’allenatore e i giocatori potrebbero rispondere, logicamente in pubblico non lo faranno ma è chiaro che il concetto è stato – ed è – al centro di confronti. Risulta che in agosto proprio gli elementi più rappresentativi del gruppo abbiano suggerito a Sousa di insistere sul modello che tanta visibilità ha dato a questo gruppo. Un gioco basato sull’impostazione da dietro, sul movimento collegato negli spazi, sulla velocità e la precisione dell’esecuzione con un giro palla mediamente più rapido degli avversari, sull’uso sistematico degli esterni di fascia (uno dei due più offensivo), sul grandissimo lavoro dei giocatori tecnici utilizzati fra le linee alte e – infine – sullo sfiancante lavoro dell’unica punta. Architettura ambiziosissima.

Il fatto che la Fiorentina provi ancora a sostenerla e non ci riesca, tranne rari spezzoni di partita, conferma che sarebbe il caso di cambiare. Sousa ha concesso più libertà di movimento a Bernardeschi, preoccupato fino al punto di inviare messaggi attraverso le interviste («Vorrei giocare trequartista»), ma non ha risolto i problemi di identità di un giocatore amato da moltissimi addetti ai lavori. Bernardeschi troverebbe la sua collocazione migliore come esterno alto, perché al centro molte giocate gli si inceppano per mancanza dello spazio a lui necessario, di velocità di pensiero negli ambiti strettissimi, di intuizioni lampeggianti. Ma quella di Bernardeschi è solo una delle storia rimaste a metà. A metà c’è infatti tutta la squadra, che domani a mezzogiorno e mezzo contro l’Atalanta dovrà dare risposte a tutti, ma principalmente a se stessa: è il caso di insistere con questa impostazione così ambiziosa?

3
Commenta la notizia

avatar
  Subscribe  
ultimi più vecchi più votati
Notifica di
marco mugello
Ospite
marco mugello

Paolo Isolotto ha ragione. anche Sarri, un tecnico ideologicamente inflessibile, l’anno scorso dopo aver preso tre randallate nei denti all’inizio, ha canbiato qualcosa ed è nato il Napoli di Sarri. La vita è l’arte del possibile, la persona pratica sposta la porta per non spostare il grattacielo… penso che l’anno scorso abbiamo vissuto alcuni mesi magici anche per via di una preparazione leggera, e la novità di un pressing alto inaspettato ha messo gli avversari in difficoltà, consentendoci delle ripartenze alte e rapide a difesa avversaria non schierata… quindi, Ilicic in forma che quando scatta e corre è un mostro,… Leggi altro »

Tiziano
Ospite
Tiziano

D’accordo con Marco Mugello e mi spiace, che tifo Viola dai tempi di Hamrin.
Purtroppo anche io non vedo l’uscita da questo tunnel a meno che Sousa….

Piero Isolotto
Ospite
Piero Isolotto

La differenza tra un allenatore forte e uno mediocre per ottusità e scarsa utilità-che poi sono sintomi di poca intelligenza- sta tutta nella capacità,quando le cose non girano, di essere flessibile abbandonate i propri ‘credo’ e innovare. Sousa invece in questo mostra tutti i suoi limiti. Questo articolo poi… osare .. e perche giocare col 433 o col 4312 non vorrebbe dire osare?.. ma va va. Sousa o cambia qualcosa o meglio cambiare lui. La scusa del.mercato è insostenibile.Date questa squadra a Di Francesco e pure a Montella e se ne riparla.

Articolo precedenteLa storia, il futuro, le ambizioni: la giornata di Andrea Della Valle
Articolo successivoCristoforo: “La rabbia uruguagia al servizio dei viola. Voglio restare a lungo”
CONDIVIDI