Monte ingaggi, tesoretti e cessioni: ‘l’altro’ mercato in attesa di un nuovo colpo

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    Olivera e IakovenkoIl pubblico si esalta con i colpi in entrata. Matri, Anderson e Rosati: tre acquisti che hanno infiammato – chi più chi meno – i giorni centrali della scorsa settimana. Il primo è arrivato alla corte di Montella poco più di una settimana dopo l’infortunio di Pepito Rossi e, alla prima occasione, ha timbrato due volte il cartellino in 45′ di gioco. Tra tanta curiosità e pareri discordanti, l’ex attaccante di Milan, Juve e Cagliari ha già trovato la stima di gran parte del popolo viola. Il secondo, brasiliano in arrivo dal Manchester United, tornerà a Firenze nei prossimi giorni dopo aver sbrigato le pratiche burocratiche in Inghilterra (ed aver, nel frattempo, svolto il primo allenamento sotto gli ordini di Montella). Anche in questo caso giudizi contrastanti sull’effettivo valore del giocatore, qualche punto interrogativo ma anche tanta voglia di vedere Anderson giostrare in campo in maglia gigliata. Infine Rosati, dodicesimo di esperienza arrivato al posto di Munua (partito per l’Uruguay). Tre operazioni in entrata arrivate una dopo l’altra che hanno tenuto sulle spine e fatto dibattere i tifosi viola nella scorsa settimana di mercato.

     

    Adesso, di contro, Pradè e Macia dovranno pensare all’altro mercato, quello in uscita. Meno affascinante, meno ‘da prima pagina’ ma altrettanto importante per la gestione della società. Lo sa benissimo il duo viola di mercato, che è già al lavoro per piazzare i cosiddetti ‘esuberi‘ del gruppo di Montella. Giocatori che, per un motivo o per un altro, rischiano di trovare poco spazio nelle seppur tante partite in programma nei prossimi mesi. “Ci vuole una rosa all’altezza”, ha spesso ripetuto l’Aeroplanino, riferendosi alla parità di livello tra i presunti titolari ed i comprimari per essere competitivi in ogni partita. Ecco perché qualcuno dei giocatori presenti ai blocchi di partenza ad inizio stagione adesso è semplicemente ‘di troppo’ e/o non ancora da Fiorentina.

     

    Il primo a partire è stato Alonso, terzino sinistro che avrebbe avuto poco spazio con Pasqual e Vargas dalla sua parte. Poi il mercato in uscita si è momentaneamente fermato, vista l’impellenza di fare qualcosa in entrata. In ogni caso, restano in partenza Olivera e Iakovenko, giocatori che hanno molta concorrenza nei rispettivi ruoli (e che non offrono adeguate garanzie tecniche all’allenatore viola). Per il centrocampista uruguaiano si è registrato l’interesse di qualche squadra di Serie A, mentre l’esterno ucraino è richiesto anche all’estero. Niente di concreto, al momento, con Pradè e Macia che restano vigili anche sulla possibilità di inserire i due in qualche trattativa. Discorso diverso invece per i giovani: Bakic e Vecino potrebbero partire in prestito per mettere minuti nelle gambe ed acquisire esperienza. Si cerca un’adatta destinazione italiana, in Serie A o nella cadetteria, che possa garantire loro di giocare. Entrambi sono chiusi dai sei centrocampisti di spessore presenti al momento in rosa (Pizarro, Borja Valero, Aquilani, Mati Fernandez, Ambrosini ed Anderson), anche se il primo avrebbe la possibilità di essere utilizzato in Europa (inserito in Lista B) andando a ricoprire la casella del brasiliano arrivato da Manchester (che con ogni probabilità non verrà inserito nel gruppo europeo). Per quanto riguarda Wolski e Rebic, invece, bisognerà valutare se per la maturazione del singolo ragazzo sia meglio crescere all’ombra dei campioni in maglia viola (e sotto l’ala di Montella) oppure andare a giocare in prestito. Entrambi hanno un futuro assicurato, ma per adesso non sembrano pronti per essere all’altezza della maglia viola (magari giovedì con il Siena in Coppa Italia potrebbero avere una chance importante).

     

    Un mercato, quello in uscita, in cui Pradè e Macia sono maestri. Soprattutto nel liberarsi di ingaggi onerosi di giocatori poco utili al progetto. Basti pensare alla prima estate, quella del 2012, del nuovo progetto: da Firenze partirono – in prestito o a titolo definitivo – addirittura sedici giocatori nell’orbita della prima squadra (Marchionni, Nastasic, Vargas, Lazzari, Cerci, Felipe, Natali, Behrami, Gamberini, De Silvestri, Kharja, Amauri, Montolivo, Kroldrup, Boruc più Salifu). Cessioni che furono indispensabili per l’arrivo del nuovo gruppo di Montella.
    A gennaio 2013, invece, lasciarono la Fiorentina Olivera, Della Rocca, Cassani e Seferovic: giocatori che non trovavano spazio e che pesavano sul monte ingaggi viola.
    Nella scorsa estate 2013, invece, fuori El Hamdaoui, Romulo, Ljajic, Cassani, Viviano, De Silvestri, Felipe, Migliaccio, Llama, Sissoko, Lazzari, Jovetic, Toni e Larrondo. Altre 14 partenze che hanno alleggerito il budget stipendi prima dei nuovi colpi estivi.

     

    Anche adesso, dunque, fondamentali saranno le prossime cessioni che andranno a sgonfiare il monte ingaggi, appesantito dai 5 milioni lordi portati da Anderson e Matri. Il cambio Munua-Rosati dovrebbe aver fatto guadagnare ai viola qualche centinaia di migliaia di euro lordi (più di 200 mila euro netti di differenza di stipendio annuale tra i due), mentre con le cessioni, anche a titolo temporaneo, degli esuberi del gruppo viola si andrebbero a risparmiare circa 3 milioni lordi in sei mesi. Non male, anche perché in programma ci sono i rinnovi di Cuadrado, Borja Valero e Gonzalo Rodriguez: prolungamenti di contratto che prevederanno anche un’impennata dell’ingaggio per ciascuno dei tre cardini viola.

     

    Operazioni in uscita, infine, che potranno portare nuovi utili anche per un ultimo colpo in entrata. “Mercato chiuso”, ha glissato Pradè dopo Catania. “Nessun tesoretto, i Della Valle hanno già fatto un sacrificio con gli ingaggi di Matri ed Anderson”, aveva annunciato il ds viola in conferenza stampa settimana scorsa. Eppure, più di un elemento porta nella direzione opposta: se ci sarà un’occasione di mercato concreta, la Fiorentina non si farà certo cogliere impreparata. Occhi vigili sul mercato, dunque, con la consapevolezza che qualcosa di importante si potrebbe ancora fare. Per giugno, nel mirino, ci sono un grande difensore ed un grande centrocampista: se l’opportunità si presentasse adesso la proprietà non si tirerebbe affatto indietro. Intanto, le impellenze di mercato sono state colmate, adesso la priorità è vendere: in attesa di qualche coup de théâtre da parte di Pradè e Macia.