Montella-Gomez, caso chiuso. Ma adesso torni davvero quello di Youtube…

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Caso chiuso, almeno lo speriamo. Vincenzo Montella, nella serata di ieri, ha rettificato quanto detto nel post partita di Fiorentina-Palermo. In diversi ci avevano letto un riferimento a Mario Gomez, anche se probabilmente non era così diretto.  “Avevo ancora un anno di contratto, ma mi accorsi che non riuscivo più a mettere il pallone dove volevo e allora decisi di smettere”. Queste le parole che hanno fatto drizzare le antenne. Qualche titolo un po’ forzato e la piccata reazione del procuratore di Gomez, che dalla Germania ha tuonato contro Montella. I due protagonisti, Montella e Gomez, si sono ovviamente parlati e chiariti. Poi la rettifica pubblica dell’Aeroplanino, che ha spiegato di riferirsi ad un discorso generale e non nello specifico all’attaccante tedesco. Sta di fatto che, nelle ultime settimane, si è passati dalla carota al bastone. Incidente diplomatico a parte, Montella continua a ripetere di “aspettarsi molto di più”, concetto profondamente diverso dal “tranquilli, Mario tornerà presto a segnare” di qualche conferenza stampa fa. Già, perché le carezze non hanno funzionato, allora Montella deve aver pensato di cambiare strategia. D’altra parte ha bisogno dei gol del suo centravanti per sperare di scalare altre posizioni in classifica.

 

E Firenze è, come sempre, divisa. Tra gli inguaribili ottimisti che scommettono sul gol già a Verona e quelli che lo hanno ormai bollato come bidone, si inseriscono voci di mercato più o meno disparate. Mario Gomez ceduto già a gennaio? Qualcuno farebbe festa, ad altri sembrerebbe di vivere un brutto sogno ad occhi aperti. Già, perché sarebbe davvero un incubo vederlo andare via dopo soli 5 gol in una stagione e mezzo. Dopo la famosa accoglienza dei 25.000 del Franchi, sarebbe probabilmente il più grosso flop della storia della Fiorentina. E allora ecco la terza categoria: quelli che chiudono gli occhi e si rivedono uno dopo l’altro tutti i gol di Gomez con la maglia del Bayern Monaco e della Nazionale. Si, perché tanto su Youtube ci siamo andati tutti, non solo Montella. E la domanda che frulla nella testa è sempre la solita. Ma quel giocatore lì è lo stesso che indossa la maglia viola numero 33? O è solo il frutto della nostra immaginazione proiettato su un monitor?

 

La realtà è che Gomez ha bisogno del sostegno della città per tornare ad essere il campione di un tempo. Il campo psicologico in cui si entra non è affar nostro, ma i protagonisti del mondo del calcio ci insegnano che solo con la fiducia dei compagni e dell’ambiente un giocatore può uscire da un periodo di difficoltà. E allora, forse, conviene continuare a sostenere ed incitare quel numero 33. Chissà che non torni davvero quello che c’è su Youtube. O almeno parente stretto.

Autore: Alessandro Latini (@LatoAle) – Fiorentina.it