Montella-Nicchi, ieri prove di disgelo e chiarificazione…

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    Montella Abete ValentiniPanchina d’Oro e fischietti di un altro metallo, a volte di bronzo come le facce indurite dai ruoli e dagli interessi diversi: allenatori, calciatori e arbitri distanti anni luce. E poi polemiche — da bar come direbbe Braschi — stadi vuoti per protesta, squadre scortate da cortei di tifosi in missione da body guarddell’affetto. Molto non torna in questa guerricciola fra poteri forti, fra fiscalità e arroganze mascherate da senso del dovere. Servirà a ristabilre un po’ di buonsenso l’incontro di ieri fra Montella e Nicchi, gran capo degli arbitri? Dieci minuti a margine della consegna della Panchina d’Oro (primo Conte, secondo Montella con 3 voti in meno) che potrebbero segnare una svolta. Nel frattempo la Fiorentina ha preso una multa di 10.000 euro per i cori della curva contro gli arbitri: non di questo hanno parlato Nicchi e Montella, ma del modo per interrompere la guerra fredda e trovare una via d’uscita onorevole.
    Ognuno — come si dice — salvando la faccia. Un passo indietro da una parte e dell’altra. In sostanza: toni più soft per una fiscalità ridotta. Nicchi ha chiesto più serenità e rassicurato Montella a proposito dell’assenza di un disegno anti-viola, tesi abbastanza discutibile dal punto di vista viola: non solo per gli errori clamorosi (Calvarese, Tommasi, Damato), ma per l’atteggiamento fiscale rappresentato dagli ultrà del Capo. Primo fra tutti Gervasoni, medaglia d’oro per il rapporto scritto su Borja Valero: sarà mica stato un poco prevenuto?
    Montella ieri non ha parlato di arbitri («E’ una disposizione della società») e ha ammesso il passo indietro della Fiorentina sotto il profilo del gioco: «La partita persa contro la Lazio? E’ stata una delle peggiori che abbiamo disputato».
    Meglio proiettarsi verso la Juve: «Ora si guarda avanti… Ultimamente abbiamo fatto degli errori, da diversi punti di vista. Contro la Juve ci saranno motivazioni in più, al di là della spinta dei tifosi e delle rivalità. Sarà una sfida difficilissima, la più forte in Italia negli ultimi due anni, la classifica dice questo. In campionato e in Europa League giochiamo contro una squadra più forte sulla carta. Campionato o coppe? Non possiamo scegliere, dobbiamo dare il meglio di partita in partita. Terzo posto? Anche se ci siamo allontanati, è ancora tutto aperto». Forse è tornato un po’ di ottimismo.