Montella si affida ai senatori in Ucraina. Da Gonzalo a Pizarro, è la loro partita

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    pizarro paokLa prima buona notizia arriva direttamente da Kiev, dove la Fiorentina è arrivata nella giornata di ieri subito dopo pranzo. Vincenzo Montella, apparso molto rilassato in conferenza stampa, ha fatto sapere di aver capito cosa è successo nella testa dei giocatori negli ultimi sette giorni. Un po’ psicologo ed un po’ allenatore, l’Aeroplanino ha escluso categoricamente che possano esserci problemi fisici all’interno della sua squadra. “La condizione fisica non si perde in quindici giorni”, va sentenziando da un po’ di tempo, ed allora lo staff ha lavorato sulla testa dei giocatori. Perché il problema è lì. Dalla maledetta serata contro la Juventus (in cui la squadra ha affrontato la partita in modo superficiale, convinta di avere già la finale in tasca) la Fiorentina non si è ancora ripresa. O meglio, ha dimostrato di non essersi ripresa almeno fino a domenica scorsa. Adesso, forse, la musica è cambiata. Montella lo ha fatto capire ieri, in mezzo a qualche risposta un po’ ironica a qualche collega ucraino non proprio centrato sulla partita. Ha regalato certezze il tecnico viola. Il problema è stato individuato e risolto, oggi scenderà in campo una grande Fiorentina. Questo, senza esagerare, il Montella pensiero, strasicuro di poter contare sui suoi ragazzi.

    Già, ma c’è qualcuno su cui vuole puntare la maggior parte delle sue fiche. L’appello c’è stato anche pubblicamente, ma già nei giorni scorsi era trapelata la voce di una richiesta d’aiuto ai veterani. Chi ha esperienza, adesso la deve tirare fuori per trascinare il gruppo fuori dai guai. O meglio, per trascinare la squadra in fondo all’Europa League. Ed allora ecco che riemergono Gonzalo e Savic, Pizarro, Mati Fernandez e Joaquin fino ad arrivare a Gomez. E’ la partita dei leader, dei senatori, di quelli che hanno il piglio dei condottieri. Perché fisicamente e mentalmente si può essere anche un po’ scarichi, ma tante volte con la personalità e la voglia di vincere si può sopperire bene lo stesso.

    E tutti hanno risposto presenti. Ci saranno dall’inizio, in campo, nella bolgia dell’Olimpico di Kiev. Un impianto bellissimo ed all’avanguardia, che cozza un po’ con quello che gli sta intorno. Ma alla Fiorentina importa soprattutto di imporre il proprio gioco, di tenere bene il campo per evitare le ripartenze degli ucraini. Anche su questo aspetto Montella è stato chiaro: fanno sempre la stessa cosa, ma la fanno bene ed in velocità. E allora la Fiorentina è avvisata, con i suoi leader che conducono questa campagna d’Ucraina. Per gettare il cuore oltre l’ostacolo e per uscire dal tunnel in cui l’ha ficcata la Juventus.